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Papa Francesco e la Rota
Papa Francesco e la Rota

Il nuovo anno giudiziario…nella Chiesa

Nelle scorse settimane si è dato conto, in questo spazio, delle cerimonie di inaugurazione dell’anno giudiziario nei tribunali italiani: anche l’ordinamento giuridico della Chiesa, nelle sue diverse articolazioni, ha vissuto nello stesso periodo analoghe giornate di riflessione.

Papa Francesco, intervenendo il 21 gennaio davanti alla Rota Romana, tribunale ordinario dell’ordinamento canonico, ha invitato i Giudici chiamati a trattare cause in materia matrimoniali ad approfondire il rapporto fra amore e verità: «L’amore ha bisogno di verità. Solo in quanto è fondato sulla verità l’amore può perdurare nel tempo, superare l’istante effimero e rimanere saldo per sostenere un cammino comune». Raccomandando un sempre maggiore impegno per la preparazione dei giovani al matrimonio, ha invitato parroci e responsabili pastorali a «Passare da una visione prettamente giuridica e formale della preparazione dei futuri sposi, a una fondazione sacramentale ab initio, cioè a partire dal cammino verso la pienezza del loro “foedus” (consenso) elevato da Cristo a sacramento».

Sul versante della giustizia “civile”, il Tribunale Vaticano, che giudica delle cause e dei reati compiuti all’interno dello Stato del Vaticano, ha inaugurato il suo anno il 18 febbraio: il Promotore di Giustizia, prof. Gian Piero Milano, ha reso una ampia relazione sulle riforme giuridiche di Papa Francesco, commentando l’introduzione nell’ordinamento penale di numerose nuove fattispecie criminose in recepimento di convenzioni internazionali, come i reati di discriminazione razziale o di genocidio: norme destinate a non avere applicazione pratica, ma di chiara valenza simbolica. Altra riforma è stata l’abolizione dell’ergastolo, definito dal Segretario di Stato, card. Parolin, “una pena senza speranza”.

Commentando i principali processi penali dell’anno, il Procuratore vaticano ha menzionato l’articolato dibattimento del caso “Vatileaks 2” ed ha sottolineato l’impegno di Oltretevere nel contrasto ai reati finanziari, ed in particolare al riciclaggio internazionale; ampio risalto, poi, è stato dato al buon funzionamento delle richieste di rogatoria, in particolare con l’Italia, evase in un rinnovato spirito di collaborazione tra le parti.

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