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L’accoglienza dei profughi

C’è chi dice sì e chi non è d’accordo: chiediamo spiegazioni

Domenica 15 Gennaio è la 103° giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato. Il Papa nel suo messaggio scrive: “Mi sta a cuore richiamare l’attenzione sulla realtà dei migranti minorenni, che sono tre volte indifesi perché minori, perché stranieri e perché inermi”. Il flusso migratorio di questi anni ci vede coinvolti a livello politico e sociale, ci mette alla prova come uomini e come cittadini, perché oltre ai bambini arrivano anche uomini e donne. Inauguriamo questa nuova rubrica con un tema difficile, ma che ci riguarda da vicino come cristiani e come società. Sentiamo le ragioni del sì e del no.

Enzo Governale

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Massaro, domanda secca: migranti sì, migranti no? Dire un secco “no” significa voler parlare alla pancia delle persone per accaparrarsi un po’ di visibilità o qualche voto. Ma anche dire “sì” senza considerare gli aspetti problematici è un segno di superficialità. Credo sia necessaria un’accoglienza equilibrata che punti all’integrazione dei cittadini stranieri che vogliono stabilirsi nel nostro Paese. Il fenomeno migratorio chiede anche ai cristiani un lavoro di discernimento che sia di stimolo, in ambito socio-politico, a salvaguardare prima di tutto la dignità di ogni persona umana. C’è un problema di infiltrazione terroristica? La possibilità esiste, ma non possiamo farla diventare un alibi per politiche più restrittive nei confronti di chi fugge da guerre e da situazioni di violenza. Queste persone sono tutelate dal diritto internazionale, e l’ltalia ha il dovere di accoglierle e dar loro assistenza. Anche se una maggiore considerazione del fenomeno da parte degli altri stati dell’Unione europea sarebbe opportuna. Come vede la situazione ad Alessandria? Non è diversa da quelle di altre città delle stesse dimensioni. Con il fenomeno migratorio si continuerà a convivere anche in futuro. Urge un importante lavoro educativo e, in questo senso, un plauso va agli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado che stanno sperimentando da tempo, pur con poche risorse, come la convivenza tra ragazzi diversi per etnia e religione sia un’opportunità e non un problema.

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Italia No

Locci, domanda secca: migranti sì, migranti no? Le politiche di accoglienza del nostro Paese sono assurde, perché vogliono spacciare per solidarietà quello che è in realtà un business che si vuole far fare ad alcune realtà associative e cooperative. Lo si vede anche quando si vanno a prendere direttamente i profughi sulle coste della Libia. E’ una ricerca di merce umana. Cosa diversa sarebbe invece accogliere i veri rifugiati che scappano dalla guerra: donne, bambini e anziani, non sicuramente quei ragazzoni che vediamo arrivare, che se fossero davvero in guerra starebbero nel loro Paese a combattere. Buttare le risorse a pioggia in realtà non consente di offrire un’adeguata accoglienza a quei pochi che dalla guerra scappano veramente, e a quei migranti che vengono qui a trovare lavoro. C’è un problema di infiltrazione terroristica? La cronaca ci dice che gli ingressi generalizzati sono rischiosi. La soluzione politica è fare campi di accoglienza sulle coste libiche (e di altri Paesi nordafricani) per stabilire chi ha diritto e chi no. Come vede la situazione ad Alessandria? Il rischio è che anche ad Alessandria si creino zone con un’alta concentrazione di migranti e quindi si vadano a creare dei ghetti, che da un lato escludono coloro che vorrebbero integrarsi, dall’altro creano delle zone franche in cui magari anche qualche malintenzionato può trovare rifugio. Non solo terroristi, ma anche criminalità comune.

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