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Don Gianni Toriggia ricorda l’amico sacerdote – Le sue parole semplici e concrete toccavano il cuore

Venerdì 22 giugno don Angelo Vecchini è tornato alla Casa del Padre all’età di 89 anni. Parroco dal 1959 al 1981 a Mantovana, è anche stato parroco della Madonnina di Valenza, a Pecetto, cappellano dell’ospedale Mauriziano di Valenza e viceparroco nella Cattedrale di Alessandria, dove tutta la comunità lo ha salutato per l’ultima volta lunedì 25 alle 10. «Don Angelo amava i suoi parrocchiani, ma era amato e stimato anche in tutte le parrocchie in cui donava il suo prezioso servizio sacerdotale. Il suo sorriso entrava subito nel cuore di tutti. Non giudicava ma amava cercando di capire e di confortare»: così ci ha raccontato don Gianni Toriggia, parroco della Cattedrale di Alessandria, che ha voluto condividere il suo ricordo di don Angelo Vecchini.

Don Gianni, dove ha conosciuto don Angelo Vecchini?
«L’ho conosciuto quando come chierichetto servivo all’altare durante le celebrazioni della Santa Messa. Ammiravo don Angelo per la sua disponibilità a collaborare con i confratelli sacerdoti. Poi mi ha ospitato da seminarista con cordialità in occasione dell’annuale predicazione nella giornata pro seminari, nella sua parrocchia di Mantovana. In quel caso venni accolto con cordialità dai suoi genitori, che mi prepararono un’abbondante colazione, dopo una lunga pedalata da Alessandria a Mantovana».

Ci racconta un aneddoto di don Angelo?
«Amava la natura. Amava passeggiare per i boschi intorno alla sua amata parrocchia di Mantovana: conosceva piante, erbe, fiori e animali che immortalava con l’inseparabile macchina fotografica».

Ha un ricordo particolare di lui che porta nel cuore?
«Aveva un dono: la sapienza del cuore. Aveva il dono dell’ascolto e della consolazione. Le sue parole, semplici e concrete, toccavano il cuore e avevano la forza di dare conforto e coraggio. Don Angelo accoglieva con un grande sorriso che metteva chiunque a proprio agio».

Che ruolo ha avuto don Angelo nella nostra diocesi?
«Ha servito la nostra diocesi come viceparroco in Cattedrale e come parroco nel suo paese natale, a Pecetto. Le ultime sue forze le ha spese a Valenza. Ricordo che una sua particolare caratteristica era la devozione alla Madonna. Pellegrino con l’Oftal, lo si vedeva sempre pregare e pronto ad aiutare gli ammalati. Pensi che la sua ultima uscita dalla casa di riposo fu per salutare la Madonna della Salve».

Don Gianni, lei che emozioni ha provato durante il funerale?
«Ho vissuto la liturgia di Risurrezione con grande commozione. È andato a raggiungere nella patria del Paradiso i suoi confratelli di ordinazione: don Stanchi, don Spinolo, don Semino e don Pasero».

Alessandro Venticinque

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