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Alessandria racconta – Giuliano Porta

Nel libro «Alessandria dalle origini agli inizi del sec. XX», Renato Lanzavecchia ricorda che nell’età barocca: letterati, poeti, giuristi, laici e religiosi, erano celebrati dal potere politico o della gerarchia ecclesiastica. In particolare furono diversi gli studiosi che si cimentarono in trattati di storiografia erudita. Oltre a Guglielmo Schiavina e Girolamo Ghilini, autori di fondamentali annali sulla storia di Alessandria, occorre citare anche il priore Filippo Ferrari e il meno noto Giuliano Porta. Quest’ult i m o , appartenente all’ordine dei frati minori osservanti, fu eletto ministro provinciale nel capitolo di San Bernardino. La chiesa – molto cara alla famiglia Ghilini (al suo interno erano infatti collocate la cappella gentilizia e le tombe di famiglia) – risaliva alla metà del XV secolo e si trovava nell’attuale piazza Don Soria. Nel 1802 il convento venne destinato a ospedale e nel biennio 1814-1816 fu prima adattato a caserma per poi essere trasformato in un magazzino militare. Con il ritorno dei Savoia, si stabilì di erigere in quell’area un nuovo penitenziario. La Chiesa di S. Bernardino non venne però totalmente distrutta: quattro delle sei colonne della navata centrale furono inserite nel corpo di fabbrica del carcere. Giuliano Porta scrisse diverse opere, tra le quali: «Eroi, Campioni e Personaggi celeberrimi alessandrini» (1693), «L’Alessandrina Tetracty», «Esemplari degnissimi di virtù» e «Concisa descriptio provincae observantium esse s. Didiaci». Secondo Carlo Avalle, il suo stile: è tanto gonfio, scorretto e grottesco, che talvolta non si perviene a comprendere il significato, inoltre, specialmente nei testi che trattano di eventi passati, risulta essere un mero ricopiatore del più famoso Girolamo Ghilini. Ciò nonostante, a frate Giuliano va riconosciuto il merito di aver saputo sintetizzare e ordinare le varie memorie storiche, animato da uno sviscerato amore per la propria città. Anche per questa ragione Alessandria gli ha dedicato una via al quartiere Orti nelle vicinanze dello stadio Moccagatta.

Mauro Remotti

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