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La pediatra risponde – I disturbi del sonno #2

Continuiamo oggi a parlare dei disturbi del sonno, o insonnia infantile e primaria. È importante ricordare che l’uomo è stato creato con un orologio biologico regolato dalla luce solare. Ma di questi tempi è sotto l’influenza di molti fattori ambientali. Per esempio: se in una casa le luci artificiali sono molto intense fino a tarda sera, il cervello dell’adulto e, a maggior ragione del bambino, non riceverà il giusto segnale per favorire l’addormentamento. In questa circostanza si può confondere l’orologio biologico dominante del bambino. Fare attenzione a ridurre gli stimoli luminosi e visivi (luci, tv, tablet e cellulari!) è la prima regola da seguire per favorire il sonno dei nostri bimbi. Quanto dorme un bambino? Un neonato, se non disturbato, può dormire anche 16 o 18 ore, diviso in più sonnellini. Verso i due o tre mesi di vita comincia a dormire di più di notte. Il bambino dai due ai cinque anni inizia a dormire meno, dalle 10 alle 14 ore. I ritmi del sonno sono ovviamente influenzati dai pasti e dalle attività quotidiane svolte dai familiari. Gli studiosi dicono che intorno ai sei anni si vedrà se il bambino è un “gufo”, cioè se alla sera non vuole mai andare a dormire e al mattino non vorrebbe mai alzarsi, o viceversa se è “allodola”. Un adolescente invece dorme in circa otto ore. Durante il sonno il nostro cervello continua a lavorare, ma come si pensava in passato e come confermano gli attuali studi, un buon sonno influisce sul benessere fisico e mentale del bambino. In particolare un ritmo sonno-veglia adeguato con le giuste ore di sonno, favorisce un regolare sviluppo intellettivo, affettivo e del comportamento.

Per fare una domanda alla dottoressa Sabrina Camilli: redazione@lavocealessandrina.it oppure pediabimbumbam.altervista.org.

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