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Martedì d’Avvento – Nutriamoci di “Non solo pane”

Renato Balduzzi, classe 1955, laureato in Giurisprudenza nel 1979 all’Università degli Studi di Genova, attualmente è professore ordinario di Diritto costituzionale all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Esperto di diritto costituzionale della salute e di diritto sanitario, è stato Ministro della salute del Governo Monti dal 2011 al 2013, deputato di Scelta Civica (di cui è stato presidente reggente nel 2014) e membro laico del Consiglio superiore della magistratura dal settembre 2014 al 25 settembre scorso, data in cui è scaduto il suo mandato. Da sempre impegnato nel laicato cattolico locale e nazionale, il professor Balduzzi ha accettato volentieri di introdurre per i lettori di Voce i prossimi tre appuntamenti con gli ormai tradizionali “Martedì di Avvento”, curati dal Centro di cultura dell’Università Cattolica e dal Gruppo Meic (Movimento ecclesiale di impegno culturale) di Alessandria.

Professor Balduzzi, quando (e come) nascono i “Martedì”?
«Nascono innanzitutto come “Lunedì” (sorride). Nella prima metà degli Anni 80 monsignor Maggioni, allora vescovo di Alessandria, chiese al Centro di cultura dell’Università Cattolica di promuovere alcuni incontri di riflessione culturale “alta”. E così iniziarono i tre “Lunedì”. Mi ricordo che uno dei primi incontri fu sulla letteratura a sfondo religioso: venne uno dei massimi esperti manzoniani. Poi passammo ai “Martedì”, che con monsignor Charrier si sdoppiarono in Avvento e Quaresima. Inizialmente si svolgevano al teatro Arnoldi, poi sono passati all’auditorium San Baudolino, dove si svolgono tuttora. Credo sia l’iniziativa culturale più longeva, ad Alessandria. Anche il Centro di cultura dell’Università Cattolica è probabilmente la più antica istituzione culturale in città. Nel tempo, per i “Martedì” si è unito al Centro di cultura il Meic, mantenendo sempre la stessa formula: momenti di riflessione culturale alta, condivisi con vescovo e chiesa locale».

Quale servizio volete dare alla diocesi?
«L’obiettivo è far comprendere che la via per la santità di vita può passare attraverso lo studio e la cultura. Come disse una volta san Giovanni Paolo II, il Vangelo passa attraverso le culture. Penso anche a papa Francesco: il suo è un Vangelo vivo e ricco di fondamenti culturali mai ostentati, ma tradotti in gesti semplici».

Come saranno questi “Martedì”?
«Sono la continuazione degli ultimi “Martedì di Quaresima”. Abbiamo preso in mano la Laudato si’ e abbiamo notato una “costante” nella riflessione del Papa, una riflessione molto forte sul cibo e, in particolare, sullo spreco e sullo scarto. Il Papa dice che il cibo sprecato è cibo rubato dalla mensa dei poveri. Su questa base abbiamo costruito i tre “Martedì”, dando come titolo: “Non solo pane”. È una proposta culturale che deve riuscire a intrecciare la domanda di senso con le condizioni materiali della vita».

Parliamo del primo incontro di martedì 4 dicembre.
«Innanzitutto vogliamo capire che cosa succede a livello planetario. Stiamo parlando del diritto al cibo e, specularmente, del dovere di nutrire: abbiamo chiesto il supporto della dottoressa Maria Bottiglieri Longhi, responsabile attività di cooperazione internazionale e pace del Comune di Torino, una dei principali esperti in Italia sul tema».

Il secondo incontro?
«Sarà sul cibo come alimentazione ed enogastronomia, non solo dal punto di vista economico. Mangiare è anche qualcosa che attiene al modo con cui si sta insieme agli altri e si coltiva la propria umanità. Abbiamo chiesto al professor Paolo Corvo, sociologo dell’università di Scienze gastronomiche di Pollenzo e punto di riferimento in materia, di introdurci alle dimensioni sociali e culturali del cibo».

Terzo appuntamento?
«Sarà con noi don Cesare Pagazzi, che ci è stato autorevolmente segnalato come teologo che in questo momento si sta occupando della dimensione spirituale del cibo. Con lui ripercorreremo anche la questione del digiuno e della mortificazione, per rileggere in chiave attuale antiche questioni non solo di teologia morale, ma anche di teologia fondamentale. Tra l’altro, don Cesare ha scritto un libro intitolato “La cucina del Risorto. Gesù «cuoco» per l’umanità affamata”».

Un suo personale invito ai “Martedì”?
«Molte persone, nel mondo, non hanno da mangiare. C’è chi lascia la propria casa per questo. E dunque sulla questione dell’alimentazione si gioca una delle sfide più forti: come tessere la quotidianità in modo coerente, proprio perché il cibo è quotidianità e siamo chiamati a una coerenza di vita. Noi viviamo di cibo, anche perché siamo inseriti in un contesto socio-economico, il nostro territorio, ricco di grandi eccellenze. Ma ne siamo consapevoli? Ecco, “non solo pane” vuol dire proprio questo: parliamo di pane, ma non solo di pane; nutriamoci di pane e condividiamo. Non solo il pane».

Andrea Antonuccio

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