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Vescovo Guido – Non peccare non basta. C’è molto di più

Carissimi, il profeta Gioele ci dice dov’è Dio. È un invito a questo tempo di Quaresima e per questa giornata di Mercoledì delle Ceneri, in cui siamo chiamati a compiere un’azione interiore, del cuore. E le parole del Vangelo, che tradizionalmente strutturano dei filoni per il cammino quaresimale dei fedeli cristiani basati sull’elemosina, la preghiera e il digiuno, sono fatte per essere vissute come un’elemosina del cuore, una preghiera del cuore e un digiuno del cuore. Altrimenti la nostra espressione religiosa diventa esteriore, e così anche la nostra vita diventa esteriore, cioè ipocrita. Ma cosa vuol dire riuscire a vivere queste dimensioni? Qual è il cuore di tutto questo? Cos’è l’essenziale?

Nella liturgia e nelle esortazioni che abbiamo ascoltato, c’è il sovrapporsi di tutta una serie di pratiche spirituali: le ceneri poste sul capo, segno di penitenza e di umiliazione di se stessi; il richiamo della Prima lettura a stracciarsi le vesti; i richiami ad atteggiamenti spirituali sono tanti e sono stratificati. Ma bisogna andare al cuore del messaggio e della chiamata che Cristo ci rivolge questa sera. Perché questa sera Gesù Cristo sta chiamando ciascuno di noi a un cammino. È una chiamata. E il cammino non è semplicemente vivere questa liturgia, ma è un cammino che va avanti fino alla Pasqua, al Mistero della Passione, Morte e Risurrezione di Gesù Cristo, e continua con l’ascensione della Pentecoste. Fratelli, per mezzo nostro è Dio stesso che esorta: “Vi supplichiamo in nome di Cristo, lasciatevi riconciliare con Dio”.

E lo scopo è questo: colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo fece peccare in nostro favore perché in lui noi potessimo diventare giustizia di Dio. Dove la giustizia di Dio ha una commutazione molto affine a quella che è la Santità: lo scopo non è non fare del male, ma la chiamata di Cristo è ben più grande, è una chiamata radicale e drastica all’amore. Perciò una volta che uno non uccide o non ruba, e dunque non ha fatto peccato, è già buono. Ma c’è ben di più, molto di più. La vita cristiana è qualcosa di molto più grande e profondo, perché Dio non si è preoccupato solo di non farci peccare più, quasi come se il problema nostro nei suoi confronti fosse quello di non peccare. Ma la preoccupazione di Dio è che noi camminiamo con Lui in un cammino di rinnovamento di noi e dell’universo, del nostro rapporto con noi stessi, il digiuno; con gli altri, l’elemosina; e con Dio, la preghiera. È un rinnovare il nostro modo di vivere con lo stesso stile di Cristo, il quale è venuto in questo mondo a darci, proprio in occasione della Pasqua, un messaggio chiaro di qual è il modo di cambiare il mondo e di vivere. Perciò il cristiano è uno che viene inserito, mediante il battesimo, nel Mistero pasquale di Cristo, la Passione, la Morte, la Resurrezione e l’Ascensione al cielo del Signore. Noi veniamo inseriti nel Mistero pasquale di Cristo e la potenza di questo mistero ha la capacità di trasformare le nostre vite, le nostre quotidianità. Tutto viene trasformato, e accade che noi diventiamo capaci di trasformare in un bene perfino le soluzioni più sgradevoli, come ha fatto nostro Signore Gesù Cristo. Ecco allora che il nostro essere associati al Mistero pasquale di Cristo è un essere chiamati a far diventare la nostra vita un cammino di santificazione. Iniziando dal rapporto con noi stessi: “Sei prezioso per i miei occhi, ti ho fatto come un prodigio”, vuol dire abolire tutti gli attestati di disistima interiore, non è banale…

[…] Cari fratelli e sorelle, il cammino che si presenta davanti a noi è ben più che un semplice tentativo di eliminare un po’ di difetti dalla nostra vita. Ma è qualcosa di più grande: i difetti si eliminano nel momento in cui mi slancio nella parte positiva, nel far sì che la vita intera sia un trasformare le situazioni negative in bene. Solo in questa condizione si riesce. Ecco allora il mistero che celebriamo quest’oggi e che ci lancia nel grande percorso di questo tempo straordinario della Quaresima. Chiediamo la grazie di vivere questo momento con intensità e con trasporto, perché possiamo fare delle nostre vite qualcosa di splendido, un dono grande per Dio. La Vergine Maria, Nostra Signora della Salve, ci accompagni in questo cammino e ci faccia incontrare il Signore Gesù nell’Eucarestia, questo atto della trasfigurazione del mondo. Gesù ama fino alla morte e fa sì che la più brutta tortura della storia, la tortura fino alla morte del Figlio di Dio fatto uomo, diventi l’origine della salvezza per gli uomini di tutti i luoghi e di tutti i tempi. Chiediamo con l’intercessione di Maria di partecipare con forza a questo mistero per viverlo in tutta la Quaresima e in tutto il tempo pasquale.

Guido Gallese

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