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Collezioni umane

COLLEZIONARE PER CREDERE

Dall’uomo Vitruviano a quello bionico

A cinquecento anni dalla morte di Leonardo da Vinci, l’uomo Vitruviano è ancora considerato il più emblematico esempio di simmetria ed è uno dei disegni più famosi, non solo leonardeschi. Ogni volta che teniamo in mano una moneta da un euro possiamo ammirare una sua riproduzione e non mancano rivisitazioni in chiave fumettosa e goliardica del Vitruvio. Che descrivono le proporzioni del corpo umano in forma geometrica, magari ispirandosi a Homer Simpson, a Paperino o ai Lego… Fino ad ottobre nel capoluogo piemontese è invece possibile immergersi nei segreti del nostro corpo grazie alla rassegna “Uomo Virtuale: corpo, mente, cyborg”. Una coinvolgente galleria di oggetti, installazioni immersive e giochi interattivi guida gli spettatori dalle tecnologie che “ci guardano dentro” fino all’ingegneria bionica, ancora agli albori.

L’uomo virtuale ricostruito al computer, ma anche tanti flashback a Galeno o al primo trattato di anatomia umana, il De Humani Corporis Fabrica di Andrea Vesalio (1543). Il corpo iniziava a essere considerato un insieme di macchine e i raggi X, la radioattività, fra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, segnarono un ulteriore step nel modo di guardare il corpo umano, esplorando gli strati più profondi della materia, andando a scandagliare ciò che si nasconde nei nuclei degli atomi. Non è difficile immaginare la sorpresa di W. Röntgen di fronte alla prima radiografia di una mano ! La possibilità d’integrare il corpo con macchine o organi artificiali è stata espressa, prima che dalla scienza, dalla letteratura e dal cinema. I collezionisti di Guerre Stellari o dei supereroi della Marvel sanno bene che la tecnologia robotica potrebbe regalare all’essere umano possibilità sconfinate, nel bene e nel male.

Ma la fantascienza può diventare realtà? Se lo chiede lo scrittore Arcangelo Migliaccio (arcangelom42@gmailcom) nel volume “Un Corpo Nuovo”, nella collana Giallo Grano (Edizioni della Goccia). La sinossi del libro sembra quasi fare da brochure alla rassegna torinese che si concluderà nell’autunno: “le possibilità offerte dalle nuove tecnologie e dalle nuove scoperte mediche consentono al protagonista del libro di risvegliarsi dopo seicento anni d’ibernazione in un mondo completamente cambiato”. In meglio o in peggio?

Mara Ferrari

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