Home / La recensione / Carlo Acutis, il discepolo prediletto
Clicca e abbonati

Carlo Acutis, il discepolo prediletto

La recensione

Il frate conventuale Giancarlo Paris racconta la storia del giovane Beato

Il frate conventuale Giancarlo Paris fa conoscere in un breve scritto una figura straordinaria di questo secolo, il venerabile Carlo Acutis. Il discepolo prediletto (Edizioni Messaggero Padova, pp 88, euro 9). Nacque a Londra nel 1991 da una famiglia benestante lombarda. Manifestò da subito una religiosità profonda, tanto che il domestico induista si convertì al cristianesimo per la sua testimonianza di fede, carità e purezza. La mamma dichiarò: «Carlo è stato per me come un piccolo Salvatore. È Carlo che mi ha riportato alla Chiesa» (p. 25). Durante i litigi da ragazzino, a chi lo provocava ad alzare le mani lui rispondeva: «Il Signore non sarebbe contento se reagissi violentemente» (p. 22). Avvertì la necessità di crescere nella vita spirituale attraverso le opere di carità ai senza tetto di Milano, il rosario, l’adorazione e l’eucaristia. Proprio in onore della comunione realizzò una mostra sui vari miracoli eucaristici, che ancora oggi gira in tutto il mondo. Non si piegò mai alle mode del momento, affermando: «Tutti nascono come degli originali ma molti muoiono come fotocopie» (p. 23).

Alunno del liceo classico dei gesuiti di Milano, si fece apostolo dei coetanei attraverso l’informatica. Ma non tralasciava il contatto umano e diretto con gli immigrati portinai dei vari palazzi milanesi, per mostrare loro in un dialogo amichevole la bellezza della vita in Cristo. Nel settembre del 2006, a seguito di una febbre e di sangue nelle urine, gli venne diagnosticata la leucemia fulminante. Morì il 12 ottobre a Monza ed è ora sepolto nel santuario della Spogliazione ad Assisi, città cui era molto legato per la devozione a san Francesco. Nel 2013 il cardinale Angelo Scola diede avvio alla causa di beatificazione, mentre nel 2018 Papa Francesco lo ha proclamato Venerabile e lo ha citato come esempio per i giovani nell’Esortazione Apostolica post-sinodale Christus vivit. Solo il riconoscimento di un miracolo avvenuto per sua intercessione separa dal titolo di beato questo ragazzo, che in soli quindici anni di vita ha esercitato le virtù cristiane in grado eroico. In lui i tradizionali pilastri della spiritualità (eucaristia celebrata e adorata ogni giorno, rosario, attenzione agli ultimi) si sono fusi con le nuove tecnologie come risorse per l’evangelizzazione. Per questo qualcuno ha proposto di proclamarlo patrono di internet.

Fabrizio Casazza

Check Also

I paesi si svuotano e le persone sono sole

Il contrappello Nell’articolo di Avvenire pubblicato mercoledì ho parlato dell’abbandono dei paesi, un fenomeno non …

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: