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«Era un vero evangelizzatore»

Armando Mattacheo è tornato alla Casa del Padre

Il diacono Armando Mattacheo (nella foto in copertina) è tornato alla Casa del Padre lo scorso 19 dicembre. Mattacheo, nato l’11 aprile 1963 ad Alessandria, era diacono permanente. Svolgeva il suo servizio nella città di Valenza, specialmente nella parrocchia N. S. della Pietà dall’8 dicembre 2001, data della sua ordinazione diaconale. Abbiamo chiesto a don Abele Belloli, già parroco della “Madonnina” di Valenza e attuale collaboratore pastorale della comunità locale, di parlarci di Armando.

Don Abele, chi era Armando Mattacheo?
«Era un diacono, un grande amico e un grosso collaboratore per le attività della parrocchia, dell’asilo e della scuola materna. Posso dire che era una persona fedele, e lo è stato sempre per il suo impegno nelle attività che svolgeva. Anche ultimamente nella sua malattia abbiamo visto una persona di grande fede che ha vissuto con consapevolezza il calvario di questo anno e mezzo. Aveva due masse tumorali su pancreas e fegato, è stato operato ma il male si è diffuso maggiormente».

La “Madonnina” di Valenza

Che rapporto aveva con la città?
«Oltre alle attività parrocchiali, ha svolto anche l’incarico di commercialista della scuola materna, e ci ha sempre aiutato nella gestione dell’asilo. Era molto disponibile, si è sempre messo a disposizione per chi ne aveva bisogno ed è sempre stato molto generoso. Per questo la città gli ha sempre voluto bene».

Che cosa le ha lasciato?
«Un grande coraggio nel saper affrontare la sua malattia, una grande dignità nel saperla accettare, e la consapevolezza della sua grande fede che lo ha portato a sostenere tutti i dolori».

Ha un aneddoto da raccontarci?
«Sì. Durante il calvario della malattia ha sempre sperato in un miracolo, anche se sapeva già di essere grave. Dopo l’operazione era diventato un evangelizzatore nell’ambiente in cui era: parlava a tutti della sua malattia e della sua voglia di vivere. Era innamorato di San Faustino, ed era consapevole di poter dare ancora tanto con la sua evangelizzazione. Mi auguro che i figli e la moglie possano proseguire l’attività che ha iniziato Armando, portando la sua fede nella nostra città».

Alessandro Venticinque

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