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Come vivere l’amore oggi

Verso la Festa degli Innamorati

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«Il matrimonio cristiano è la risposta a una chiamata»

Nell’ufficio della pastorale familiare Luisa Panzera si occupa con il marito Gianni dell’accompagnamento delle giovani coppie al sacramento del matrimonio cristiano.

Luisa, qual è la più grande “difficoltà” che vedi nelle coppie di fidanzati che si avvicinano al sacramento del matrimonio?
«I futuri sposi arrivano da noi motivati e convinti di voler intraprendere un cammino insieme. Molti, però, non hanno preso in considerazione che il matrimonio cristiano è la risposta a una chiamata, e non semplicemente un fatto naturale».

Come è possibile introdurli a questa nuova visione?
«Noi ci proviamo, e alcuni alla fine si rendono conto che è proprio così, anche se all’inizio sono un po’ spiazzati. Poi noi cerchiamo di proporre altri incontri post-matrimoniali, anche se non abbiamo una grande risposta. Una coppia su dieci, potrei dire…».

Non vi sentite frustrati da un esito oggettivamente esiguo?
«Anche se sembra non portare a grossi risultati, o a frutti immediati, noi vediamo questo nostro impegno come una evangelizzazione. Siamo convinti che lo Spirito farà…».

Per te è una fatica o una gioia?
«È certamente un impegno, un continuo formarsi anche per capire meglio come il mondo si evolve. Ma io e mio marito come coppia ne traiamo beneficio, e dunque siamo riconoscenti».

Nel vostro accompagnamento ai fidanzati, che posto ha la morale sessuale? È un argomento che affrontate?
«Ne parliamo, ma siccome la maggior parte delle coppie sono già conviventi, è un discorso non troppo “sentito”».

A tuo avviso i corsi di preparazione al matrimonio sono uno strumento ancora valido?
«Al momento non vedo altri strumenti per noi. Anche se ci piacerebbe trovare modalità nuove per essere più capaci di intercettare i bisogni degli sposi».

«L’amore è uno stato di grazia, un’enorme volontà di essere grati»

Daniela Tusa, attrice e regista, si è formata alla Scuola del Teatro Stabile di Genova. Le sue esperienze lavorative spaziano dal teatro al cinema e alla tv. Inoltre, insegna alla Scuola d’Arte Drammatica “I Pochi” di Alessandria. L’abbiamo intervistata per chiederle in che cosa consiste il “reading musicale” che sabato 15 porterà sul palco del teatro “San Francesco” di Alessandria, insieme con l’attore Massimo Rigo e il cantautore Dado Bargioni.

Daniela, che cos’è un “reading musicale”?
«È la formula per mettere insieme quello che avverrà sul palco: letture sul tema dell’amore prese da grandi autori italiani e stranieri, con una colonna sonora che accompagna la narrazione e ne è allo stesso tempo protagonista. Un’ora piena di parole d’amore, in musica e in lettura».

Qualche nome?
«Il fior fiore della letteratura italiana del Novecento: da Buzzati a Calvino, fino a un passo meraviglioso di Céline nel suo “Viaggio al termine della notte”».

Con quale criterio avete fatto la vostra selezione?
«Abbiamo spulciato tra le cose che conoscevamo, ed è stata l’occasione di ripescare nella memoria quello che ci aveva emozionato di più. È stato difficile fare una scelta: abbiamo cercato di mettere insieme testi di grande tenerezza, spaziando anche tra il comico e il grottesco. Ho inserito per esempio un testo di Ermanno Cavazzoni, autore geniale ma non troppo conosciuto, tratto dal suo “Poema dei lunatici”. Che, per capirci, ha ispirato anche il film di Fellini “La voce della luna”, a cui Cavazzoni stesso ha collaborato come sceneggiatore».

Daniela, che cos’è l’amore per te?
«L’amore è uno stato di grazia, un’enorme volontà di essere grati. Bisogna fare in modo che l’amore sia possibile sempre, attraverso la gratitudine. Dobbiamo essere grati alla persona che amiamo, alle cose che ci circondano, all’abbondanza da cui siamo circondati, essere grati di quello che ci attende».

Il tuo rapporto con la fede?
«Io credo a qualcosa di superiore a noi, sicuramente. L’arte parla del rapporto con la divinità: che poi sia il Dio dei cattolici, o quello di un’altra religione, l’amore è il centro di questo rapporto con la divinità. Non certo il fanatismo».

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Interviste a cura di Andrea Antonuccio

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