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Dall’Amazzonia un appello per tutti

Un testo per le persone di buona volontà

Quaerida Amazonia” (leggi il testo integrale su https://bit.ly/2PlqGMhin italiano “Amata Amazzonia”, è l’Esortazione post-sinodale sull’Amazzonia scritta da papa Francesco. Il documento, presentato il 12 febbraio, traccia nuovi cammini di evangelizzazione, di cura dell’ambiente e dei poveri. Tra i temi “caldi”, emersi anche dal sinodo dei vescovi dello scorso ottobre (leggi anche Un Sinodo profetico, con una parola d’ordine: conversione), il Papa dedica una parte di testo alle donne: per Francesco va rifiutata la clericalizzazione delle donne, accogliendo invece il contributo secondo il modo femminile che prolunga «la forza e la tenerezza di Maria». Il testo del Pontefice è composto da 111 paragrafi, dei quali sette nell’introduzione e 104 nei quattro capitoli principali: “Un sogno sociale”, “Un sogno culturale”, “Un sogno ecologico” e “Un sogno ecclesiale”. Abbiamo voluto raccogliere alcuni commenti sul testo del Santo Padre accompagnandoli a frasi tratte dall’Esortazione post-sinodale. Intanto, è stata fissata la prossima Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi per l’autunno 2022. Al Pontefice è stata presentata una terna di temi possibili: tra questi anche quello dei migranti.

L’esortazione in cinque punti

 

  • Preghiera, generosità e formazione
    «Il Sinodo sull’Amazzonia non era un confronto sul celibato, anche se questo tema ha avuto un suo peso nello svolgimento dei lavori. Il Sinodo era una risposta a esigenze pastorali di evangelizzazione. Il Papa, nell’Esortazione, le ha recepite e ha risposto con tre parole: preghiera, generosità, formazione».

    Matteo Bruni – direttore della Sala Stampa della Santa Sede

    Questa pressante necessità mi porta ad esortare tutti i Vescovi, in particolare quelli dell’America Latina, non solo a promuovere la preghiera per le vocazioni sacerdotali, ma anche a essere più generosi, orientando coloro che mostrano una vocazione missionaria affinché scelgano l’Amazzonia. Nello stesso tempo, è opportuno rivedere a fondo la struttura e il contenuto sia della formazione iniziale sia della formazione permanente dei presbiteri, in modo che acquisiscano gli atteggiamenti e le capacità necessari per dialogare con le culture amazzoniche. Questa formazione dev’essere eminentemente pastorale e favorire la crescita della misericordia sacerdotale. (punto 90 della “Querida Amazonia”)

  • Una Chiesa con volti amazzonici

    «Il Santo Padre non ha detto una parola su nessun numero del documento finale. Ha detto semplicemente: “Non lo cito”. Non ha parlato di rito amazzonico, ma di leadership dei laici: ha allargato l’orizzonte, che vale soprattutto per l’Amazzonia».

    Cardinal Lorenzo Baldisseri – segretario generale del Sinodo

    Una Chiesa con volti amazzonici richiede la presenza stabile di responsabili laici maturi e dotati di autorità, che conoscano le lingue, le culture, l’esperienza spirituale e il modo di vivere in comunità dei diversi luoghi, mentre lasciano spazio alla molteplicità di doni che lo Spirito Santo semina in tutti. (punto 94 della “Querida Amazonia”)

  • Emergenza ambiente
    «Nel nostro impegno locale e soprattutto nelle regioni in cui io mi trovo, nel Nord-Est del Brasile, nel Maranhão e nelle regioni vicine, siamo impegnati in particolare sui temi sociali e ecologici: nella difesa dei diritti delle popolazioni e dei diritti della natura contro tutto questo modello economico che io chiamo “economia di saccheggio”. Per cui, a noi che da anni stiamo lavorando su questo, ci dà molta forza sentire che Papa Francesco, con tutto il processo sinodale, ha messo il dito nella piaga e ha fatto notare come davvero questo modello di estrattivismo predatorio sia un modello di sviluppo che non si sostiene, non ha futuro e sta distruggendo l’Amazzonia».

    Padre Dario Bossi – superiore provinciale dei Missionari Comboniani del Brasile, membro della Repam e della Rete Iglesias y Minería, è stato uno dei 113 padri sinodali che hanno portato in Vaticano le istanze delle popolazioni amazzoniche

    In una realtà culturale come l’Amazzonia, dove esiste una relazione così stretta dell’essere umano con la natura, l’esistenza quotidiana è sempre cosmica. Liberare gli altri dalle loro schiavitù implica certamente prendersi cura dell’ambiente e proteggerlo, ma ancor più aiutare il cuore dell’uomo ad aprirsi con fiducia a quel Dio che non solo ha creato tutto ciò che esiste, ma ci ha anche donato sé stesso in Gesù Cristo. Il Signore, che per primo ha cura di noi, ci insegna a prenderci cura dei nostri fratelli e sorelle e dell’ambiente che ogni giorno Egli ci regala. Questa è la prima ecologia di cui abbiamo bisogno.
    (punto 41 della “Querida Amazonia”)

  • Donne al centro della comunità
    «Papa Francesco ci invita a non fermarci sulle risposte immediate, funzionali. Ci dice che le risposte più vere e fruttuose verranno da una nuova vita nelle comunità. Ma non si limita a questo. Insiste infatti sull’importanza della varietà dei ministeri laicali, sulla necessità di promuovere laici maturi autorevoli, e soprattutto chiede di valorizzare in modo nuovo la presenza di donne forti e generose che possano amministrare il Battesimo, fare catechesi, guidare la preghiera. Dovrebbero avere uno status solido e una partecipazione più esplicita nella Chiesa, senza quindi essere “clericalizzate”».

    Cardinale Christoph Schönborn – arcivescovo di Vienna

    In una Chiesa sinodale le donne, che di fatto svolgono un ruolo centrale nelle comunità amazzoniche, dovrebbero poter accedere a funzioni e anche a servizi ecclesiali che non richiedano l’Ordine sacro e permettano di esprimere meglio il posto loro proprio. È bene ricordare che tali servizi comportano una stabilità, un riconoscimento pubblico e il mandato da parte del Vescovo. Questo fa anche sì che le donne abbiano un’incidenza reale ed effettiva nell’organizzazione, nelle decisioni più importanti e nella guida delle comunità, ma senza smettere di farlo con lo stile proprio della loro impronta femminile.
    (punto 103 della “Querida Amazonia”)

  • Il sacerdozio e i laici
    «Chi si aspettava decisioni concrete e indicazioni precise non le troverà in questa Esortazione, il Papa ha avviato una ricezione del Sinodo rilevante per la Chiesa mondiale. L’Esortazione post-sinodale incoraggia a sviluppare ulteriormente la riflessione sul tema del sacerdozio per consentire la regolare celebrazione dell’Eucaristia. È una discussione che continuerà, non la vedo chiusa».

    cardinal Reinhard Marx – presidente dei vescovi tedeschi

    I laici potranno annunciare la Parola, insegnare, organizzare le loro comunità, celebrare alcuni Sacramenti, cercare varie espressioni per la pietà popolare e sviluppare i molteplici doni che lo Spirito riversa su di loro. Ma hanno bisogno della celebrazione dell’Eucaristia, perché essa «fa la Chiesa», e arriviamo a dire che «non è possibile che si formi una comunità cristiana se non assumendo come radice e come cardine la celebrazione della sacra Eucaristia». Se crediamo veramente che è così, è urgente fare in modo che i popoli amazzonici non siano privati del Cibo di nuova vita e del Sacramento del perdono.
    (punto 89 della “Querida Amazonia”)

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