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Cimice asiatica: una piaga per i coltivatori locali

Allarme in tutto il Piemonte

Ammonta a 180 milioni di euro l’importo stimato dei danni della Cimice asiatica alle produzioni agricole del Piemonte. La Regione chiede al ministero delle Politiche agricole il riconoscimento dell’eccezionalità dell’evento. Il settore fitosanitario della Regione Piemonte e Fondazione Agrion, insieme ai produttori, sta mettendo in campo strategie di difesa delle coltivazioni, che nell’ovadese coinvolgono anche sindaci e studenti. La presenza della cimice incrocia il problema del caldo anomalo e mancanza di pioggia. «Il 2020 fino a ora si classifica come l’anno più caldo di sempre sul pianeta, addirittura superiore di 1,14 gradi rispetto alla media del ventesimo secolo» afferma lo studio della Coldiretti (leggi anche Fare il contadino è un mestiere per giovani? Lo dicono i numeri). «Nonostante il momento di forte criticità causato dalla diffusione del coronavirus – spiega il presidente della Coldiretti di Alessandria, Mauro Bianco – non possiamo ignorare le ripercussioni causate dal caldo anomalo e dalla mancanza di pioggia».

Lo studio regionale sulla cimice incrocia le esperienze delle organizzazioni agricole, che preferiscono gli anti batterici all’ipotetica introduzione di una vespa predatrice. Una trappola anti cimice è stata piazzata per il monitoraggio dell’insetto anche a Trisobbio nell’ovadese, in tutto sono 20 in provincia di Alessandria, un centinaio in Piemonte. Qui la sperimentazione prevede anche l’introduzione di un nemico naturale come la Vespa samurai, ma la soluzione non convince. Il Servizio Fitosanitario ha anche presentato una serie di prove, testando gli insetticidi. «Alcuni sono autorizzati sulla vite, ma non consentite sul nocciolo (leggi anche Nocciole: Siglato l’accordo di filiera tra la Novi e Coldiretti Alessandria). Le alternative sono costose e inefficaci» lamentano i coltivatori, chiedendo soluzioni. Agrion, il centro sperimentale con sede alla Tenuta Cannona di Carpeneto, ha bisogno di insetti vivi e, tramite i sindaci, fa appello per raccoglierne in quantità.

Daniela Terragni

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