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Come affrontare al meglio la quarantena

La parola agli esperti

In un momento in cui è importante stare a casa, bisogna avere ben chiaro cosa sia meglio mangiare per rinforzare noi e le nostre difese immunitarie: a maggior ragione queste regole valgono per le persone anziane. Approfittiamo del fatto di avere più tempo per reimpostare l’alimentazione, abbandonare le cattive abitudini e inserirne di nuove e salutari che dovranno accompagnarci anche quando questo periodo sarà finito. I consigli che riportiamo sotto sono a cura di Enrico Ferrazzi, Professore ordinario di Ginecologia e Ostetricia dell’Università degli Studi di Milano e pubblicati su «ama nutri cresci» un portale che non ha scopi di lucro, fondato nel 2012 per fornire spunti di riflessione autonomi, indipendenti e scientificamente rigorosi su salute, cultura e arte.

Il pasto più importante. Ricordiamoci sempre che il pasto più grande dovrebbe esser la colazione o la massimo il pranzo, non la cena.

I cibi da portare in tavola.
È importante arricchire la dieta con cibi freschi, proteine di facile digestione e una varietà di fonti di cereali. I cibi consigliati quindi sono: verdura cruda, frutta, verdure cotte proteiche come cavoli e cavolfiori, pesce azzurro, pollame di qualità, uova bio senza antibiotici, legumi (lenticchie fagioli rossi e neri).

Integrale è meglio.
È importante usare fonti di cereali diversi: non solo e sempre frumento – per pasta, pane, focacce, dolci, pizza – ma anche riso (meglio se rosso, nero, semi-integrale), grano saraceno, quinoa (adatta anche ai soggetti celiaci). Ricordiamoci anche che se proprio non riusciamo a rinunciare alla pasta, è ormai disponibile in diverse marche la pasta semi integrale.

Vitamina C. Il fatto che la vitamina C può combattere il Coronavirus è una fake-news, ma ricordiamoci che ciascuno di noi sempre dovrebbe assumere tante arance e limoni, proprio per i benefici alla salute determinati dalla vitamina C.

Poco Alcool. Con moderazione vino rosso ai pasti. Da evitare perché infiammatori i superalcolici.

Vitamina D sul balcone. Ricordatevi quando c’è il sole di stare sul balcone e prendervi il sole mentre cantate e socializzate a distanza di sicurezza: farà bene non solo all’umore, ma anche per la vitamina D e il calcio.

Senza dimenticare…

Tre consigli di Raffaele Mantegazza, docente di Pedagogia generale e sociale all’Università Bicocca di Milano, per le persone che sono più a stretto contatto con gli anziani e per gli anziani stessi, per fronteggiare questa emergenza in maniera consapevole.

Non c’è una vita più degna di un’altra. In questi giorni si è diffusa la notizia secondo la quale il virus «uccide soprattutto gli anziani». Non so che chi dice queste cose ha una minima idea di come debba sentirsi un anziano quando le legge. Occorre ora più che mai far sentire la nostra vicinanza a queste persone e valorizzare il loro ruolo nella nostra società.

Basta una telefonata in più, una chiacchierata autentica, un saluto prima di andare a dormire per far capire che non c’è alcuna differenza di età che renda una vita meno degna di essere vissuta.

La vera indipendenza è saper chiedere aiuto. Orgogliosi della propria indipendenza alcuni anziani rifiutano l’aiuto di altre persone per ricevere la spesa a casa o farla online.

In questo caso l’esempio delle persone più giovani è fondamentale: se un figlio ordina online sia per sé che per il genitore, fornisce un esempio del fatto che la vera indipendenza consiste nel saper chiedere aiuto quando ce n’è bisogno.

Curarsi è un dovere per tutti. In situazioni come questa il fatalismo è uno dei nemici peggiori: occorre convincere tutti, non solo gli anziani, che il fato non esiste e che il virus non ha già scelto chi colpire indipendentemente dai comportamenti.

Non possiamo andare a 200 all’ora in autostrada e dire «tanto se deve capitare un incidente capiterà lo stesso»: l’autoconservazione è un dovere per chiunque, pensando alle persone che ci vogliono bene.

A cura di Zelia Pastore

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