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L’anno che verrà: come cambia il calcio

“La testa e la pancia” di Silvio Bolloli

Mentre la Serie A sta “lottando” disperatamente con tutti i suoi organismi istituzionali per poter tornare quanto prima in campo, e la Serie C ha dichiarato il prematuro de profundis alla stagione 2019/2020, interessanti, per certi versi interessantissimi scenari, si aprono all’orizzonte.

Vediamo di fare il punto della situazione: la prima proposta, già avallata, è quella di ottenere la promozione d’ufficio in Serie B di Monza, Vicenza e Reggina che hanno più o meno largamente dominato i vari tornei fino al momento della sospensione. Alle tre regine, per meriti sportivi, dovrà quindi aggiungersi il Carpi che ha ottenuto tale investitura a maggioranza.

Ore, a fronte delle predette quattro promozioni in B, non dovrebbero far da contraltare retrocessioni mentre nove squadre dovrebbero salire dalla Serie D che si troverebbe quindi, se la matematica non è un’opinione, ad avere cinque formazioni in più rispetto a quelle della presente stagione. Sin qui, tuttavia, nulla di clamoroso anche perché, se le promozioni appaiono giustificate, è certamente positivo che nessuna formazione debba pagar pegno e retrocedere tra i dilettanti, ma il vero interesse sta nelle prospettive della stagione 2021/2022.

Eh già, perché i vertici del calcio di categoria stanno già pensando a una “super Serie B” con quaranta squadre – esattamente il doppio del numero attuale – da suddividersi in due gironi. Si tratterebbe quindi di una cadetteria senza precedenti mentre il campionato di Serie C, già reduce dalla brusca cura dimagrante di alcuni anni fa, quando si passò alla categoria unica, e da una ancor più risalente età dell’oro di sei Campionati (due in C1 e quattro in C2) a quella attuale di tre, verrebbe ulteriormente ridimensionato.

Parliamoci chiaro, far calcio, in Italia e non solo, costa sempre di più sicchè, onde consentire ai pochi coraggiosi che ancora si cimentano nella difficile arte di gestire una società professionistica, si deve permetter loro di farlo in condizioni di maggiore sostenibilità. A maggior ragione nell’ambito di un periodo di crisi economica tremenda quale quello attuale in cui, oltretutto, ancora non si intravede la rassicurante luce in fondo al nero tunnel.

Se, dunque, così sarà, e se tra un paio d’anni la Serie B dovesse raddoppiare la propria capienza, ecco che, all’orizzonte, si profilerebbe una sorta di promozione di massa dalla Terza Serie nell’ambito della quale, oltre ai risultati sportivi, anche la solidità societaria rivestirà un ruolo fondamentale.

E l’Alessandria, che da quando è nelle mani di Luca Di Masi (nella foto) non si è persa un play-off, potrà giocare a pieno titolo tutte le sue carte e ambire a ritornare in una categoria dalla quale sarà mancata, ora per allora, da ben quarantasei anni.

Insomma, adesso è giusto navigare a vista e fare i passi uno dopo l’altro. Ma si sta apparecchiando una tavola interessante per la prossima stagione sportiva che, se le premesse dovessero essere confermate, sarebbe da seguire dall’inizio alla fine con attenzione e (molto) incitamento.

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