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«Siamo chiamati a fare il bene per il bene, con serenità»

L’estate della comunità di Valenza

Sono le 11 di un martedì mattina e all’ingresso dell’oratorio “don Luigi Frascarolo” di viale Vicenza 54 ci accoglie don Santiago Ortiz (nella foto qui sotto), diacono della comunità valenzana, insieme con alcuni suoi animatori. Muniti di mascherina, ci fanno igienizzare la mani con il gel e firmare un’autocertificazione. «Prima precisazione: non siamo un centro estivo, ma siamo un “circolo ricreativo culturale sportivo” (sorride)» sottolinea don Santiago. «Dico così perché è stata la modalità per poter aprire in una maniera cristiana e umana, che ci permette di rispettare i protocolli adeguati» prosegue il diacono. Comincia così la nostra chiacchierata…

Don Santiago, siete una delle poche realtà in diocesi ad aver organizzato i centri estivi. Un azzardo, una prova di coraggio, o…?
«Da una parte potrebbe essere visto come un azzardo, però dobbiamo sempre ricordarci che siamo Chiesa. Allora di fronte alla situazione che ha colpito il mondo, abbiamo pensato di non fermarci. In un primo momento ero molto dubbioso, ma sono stati proprio gli animatori a convincermi che andava fatto qualcosa per i nostri bambini e la città. Credo che questa sia un’occasione di pastorale, perché in queste settimane recuperiamo i rapporti che purtroppo con la pandemia abbiamo perso. Anche se ci perderemo dal punto di vista economico, guadagneremo qualche anima, qualche “animato” e qualche sorriso».

Come sono organizzate le giornate?
«Le attività del circolo iniziano alle 8 e finiscono alle 17. Sono due i turni di attività: al mattino c’è sempre un laboratorio e i compiti, al pomeriggio, il bagno in piscina e un altro turno di laboratori. Quali sono i laboratori? Quest’anno ci stiamo sbizzarrendo. Abbiamo quello di origami e palloncini, con alcuni volontari che ci aiutano. Poi, novità di quest’anno, la break dance, la just dance e il corso di fotografia. Abbiamo anche il laboratorio di arte, diviso in découpage e decorazione. E poi abbiamo uno dei laboratori più belli di quest’anno, ovvero quello di musica, organizzato proprio dagli alunni che frequentano l’indirizzo musicale della scuola media “Pascoli”».

Quanti “animati” avete? E come stanno vivendo questa esperienza i loro genitori?
«Secondo la normativa Covid-19, la struttura può accogliere 150 persone. Per scelta organizzativa e prudenziale, teniamo al massimo 100 bambini, più una cinquantina tra volontari e animatori. Questa settimana, che è una delle più piene, abbiamo 98 ragazzi. I genitori, inizialmente, quando si pensava di organizzare il vero e proprio centro estivo non avevano solo paura, ma anche difficoltà economiche. All’inizio di questa esperienza gli iscritti erano 56, e tutti avevano prenotato una sola settimana. Allora abbiamo deciso di offrire questo servizio totalmente gratis: le richieste sono aumentate, perché in città c’era proprio bisogno. Questo sforzo è stato apprezzato, soprattutto dai parrocchiani, perché quasi tutti i nostri bambini del catechismo si sono iscritti».

Tra i bambini che clima si respira?
«All’inizio un po’ di timore c’era, ma penso sia più che normale. Prendo le parole di don Giuseppe (Bodrati, parroco della comunità di Valenza, ndr) che un giorno è passato a trovarci: “Santiago, qui ho notato tanta serenità”. E questa credo sia la caratteristica delle nostre attività. In molti mi hanno detto che siamo troppo rigidi con i controlli (sorride), perché chiediamo due autocertificazioni, continuiamo a dire di igienizzare le mani, e in più facciamo tre sanificazioni settimanali dei locali. Ecco, in questo clima così “rigoroso”, c’è il sorriso dei bambini. Proprio l’altro giorno uno di loro mi ha detto che è tornato a vedere i suoi amici, dopo quattro mesi di lockdown, proprio qui all’oratorio. Questo mi ha commosso, perché vuol dire che stiamo garantendo, nel rispetto delle norme, la socialità e l’essere comunità».

Fino a quando andrete avanti?
«Adotteremo questo tipo di modalità fino a che non ci saranno indicazioni specifiche del Vescovo per tutti gli oratori. Manterremo aperte le attività del circolo ricreativo finché si potrà. Lo facciamo anche per dimostrare che non siamo un centro estivo, ma che siamo un oratorio, un po’ come faceva don Bosco. Non siamo vincolati da una questione economica e burocratica, ma offriamo un servizio a tutta la comunità. Se ci saranno 3 o 100 bambini andremo comunque avanti con le attività, sempre in maniera gratuita. E come parrocchia di Santa Maria Maggiore di Valenza vogliamo ringraziare particolarmente la Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria per il contributo concessoci a favore delle attività dell’oratorio. Un aiuto importante, per proseguire la nostra opera».

Come ci si può iscrivere?
«È possibile farlo visitando il sito www.sicivado.it, dove si trova la modulistica di prenotazione al circolo. Una volta ricevuto il modulo, mandiamo il pass e il programma della settimana. Senza questo prenotazione non si può entrare. Sempre sul sito è possibile guardare il “Tg dell’oratorio”, che è curato da Davide Biasetti, un animatore che ho formato a Pavia e che oggi fa l’animatore nei villaggi turistici alle Canarie. Qualche mese fa mi ha detto che voleva fare qualcosa per gli altri, ed è tornato in Italia. Essendo moto bravo con i video, ha deciso di fare una specie di resoconto della settimana, che pubblichiamo sul sito e YouTube».

In una situazione così difficile, qual è il compito della Chiesa?
«Di cose che si rimproverano alla Chiesa ce ne sono tante. Ma credo che questo sia il nostro motore: ovvero fare il bene per il bene, senza nessun guadagno. Oggi è difficile perché le strutture vanno mantenute, le utenze ci sono… il mio parroco mi ha insegnato che nulla nella vita è gratis, ma è gratis se qualcuno l’ha pagato prima. Questo a incominciare da Gesù: la Salvezza è gratis, perché Lui l’ha pagata per tutti. Ecco, in un clima di paura, in cui temiamo la morte, noi cristiani ci dobbiamo alzare e dire: “Come possiamo andare incontro a questa morte?”. Ricordiamoci che la morte è un passaggio a una vita superiore, e allora chiediamoci: “Sono pronto a morire per andare in Paradiso?”. Dico questo perché è prevista un’attività formativa per i ragazzi che tengo in collaborazione con una psicologa, proprio per dare un senso alla morte, in questo tempo così difficile. Aiutiamo a far capire il senso di quello che abbiamo vissuto, affinché non rimanga un trauma. Credo che sia importante dire ai bambini che sicuramente c’è la morte, ma c’è anche qualcosa di più: un Amore che ci salva».

Sabato 25 luglio la Solennità di San Giacomo

«Lunedì 13 luglio abbiamo riunito il Consiglio pastorale provvisorio, dove sono state presentate molte idee per riorganizzare alcuni ambiti della nostra comunità. Ci saranno alcune commissioni di lavoro che nella prima settimana di settembre, in una nuova riunione dello stesso Consiglio, discuteranno le proposte» ci racconta il prevosto del Duomo, don Giuseppe Bodrati. «Ci sono alcune necessità legate al fatto che le cinque parrocchie piano piano si integreranno in alcuni cammini di formazione. In particolare l’iniziazione cristiana, la formazione permanente degli adulti e l’ambito della carità. Con don Franco e don Abele, ringrazio tutti coloro che ci aiuteranno in questo percorso» prosegue don Giuseppe. Inoltre si sono svolti, con grande successo, anche i centri estivi sportivi della parrocchia della Madonnina, dedicati in particolare al basket e al football.

«Sabato 25 luglio per Valenza è la solennità del Santo Compatrono, San Giacomo Apostolo: alle ore 21, sul sagrato del Duomo, si svolgerà la solenne concelebrazione nella quale saranno ricordati i defunti della città, in particolare quelli colpiti dalla pandemia. Anche il Comune farà un momento di ricordo per i volontari che ci hanno aiutato a superare questo momento di difficoltà» conclude il parroco di Valenza.

Alessandro Venticinque

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