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Eleganti, anche per l’estate

Alcuni consigli di stile del giornalista Antonio Sanfrancesco

Dopo mesi notevolmente complicati, finalmente l’estate è arrivata anche in questo 2020. Le difficoltà che abbiamo appena attraversato e il caldo torrido non devono farci totalmente seppellire il buongusto e lo stile: abbiamo chiesto qualche consiglio di orientamento ad Antonio Sanfrancesco (in foto qui sotto), giornalista di Famiglia Cristiana ed esperto di Bon Ton. Trovate Antonio Sanfrancesco su Facebook e Instagram, ma anche nella sua newsletter di consigli di stile, dal titolo “Stilettate” (vi potete iscrivere cliccando qui).

Antonio, partiamo da un tema molto dibattuto e divisivo: la maglia sotto la camicia. Si può o non si può?
«Il dibattito sulla “maglia della salute”, io la chiamo “del decoro” perché rende meglio l’idea, divide più di Trump e Salvini messi insieme. Indossarla o no sotto la camicia? Sì, sempre, soprattutto d’estate, per evitare l’effetto cascata del Niagara sotto le ascelle. Per farlo, bisogna sfatare alcuni miti e tenere a mente alcuni concetti fondamentali.

1. “Se la metto, sento ancora più caldo e sudo di più”

Falso! La maglia assorbe il sudore, facendo respirare la pelle che resta più fresca e protegge la camicia da eventuali macchie dovute alla sudorazione e al deodorante. Quando fa più freddo, fornisce un ulteriore strato di protezione difendendo il corpo dagli sbalzi di temperatura. Da qui la denominazione di “maglia della salute”.

2. “Si potrebbe vedere sotto la camicia”

Dipende da quale si sceglie: se si indossa la cravatta o il maglione, si può scegliere una maglia con il girocollo. Se invece si porta solo la camicia, la soluzione migliore per non farla intravedere è optare per quella con lo scollo a “V”. La maglia intima è come il cerimoniale: c’è, e deve funzionare, ma non si deve mai vedere.

3. Il budget di spesa deve essere adeguato

Evitiamo di tirare troppo i cordoni della borsa: è totalmente inadeguato aver speso centinaia di euro per un abito o una camicia e poi recarsi al mercato per approfittare della promozione sulle magliette “prendi 7 e paghi 1” pensando con soddisfazione “tanto mica si vede”. Alcune di quelle in commercio sono di un cotone così cheap che se chi le indossa avvicina un accendino rischia di andare a fuoco. Io consiglio sempre i modelli 100% di cotone, sottili e soprattutto morbidi al tatto.

4. Lana o cotone?

Cotone senza ombra di dubbio. La lana ha due controindicazioni: è troppo spessa e rischia di irritare la pelle. Quando fa troppo freddo, per esempio in montagna, quando si è sudati e si esce all’esterno, si trasforma in una patina di ghiaccio sul vostro corpo che potrebbe rendervi come Fantozzi in vacanza a Courmayer con Calboni e la signorina Silvani.

5. I colori consentiti?

Solo due: il bianco e il grigio mélange. Il primo è il più utilizzato, ma leggermente meno versatile. Crea un po’ di contrasto con la pelle, tende a trasparire maggiormente, specialmente nella parte della manica, perché si crea un contrasto netto tra maglietta e colore del braccio. Ma questo non è un problema se si indossa la giacca. Il grigio è molto meno visibile, specialmente sotto le camicie bianche, perché tende a fondersi più facilmente con il colore della pelle: questo lo rende un colore adatto soprattutto per le camicie con colori chiari. Io preferisco il bianco perché sulla pelle dà una sensazione di freschezza e pulizia. Tutti gli altri colori non vanno neanche presi in considerazione.

6. La vestibilità

Bisogna prestare la massima attenzione perché è il fattore decisivo. Se è troppo stretta, vi farà sentire a disagio, se è troppo larga, il tessuto in eccesso intorno alle maniche, al bordo e ai fianchi vi rovinerà la silhouette. Da evitare come la peste quelle squadrate e larghe: vanno scelte invece quelle più aderenti e sottili in modo da non avere l’effetto rigonfiamento (tipo omino Michelin).

7. E la canottiera?

A meno che non vi sentiate Marlon Brando in “Un tram che si chiama desiderio” (1951) meglio lasciar perdere. Pessima per lo stile, non è neanche utile perché non offre protezione per il sudore delle ascelle».

Zelia Pastore

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