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Le sfide del governo pastorale: in ascolto dei vescovi italiani

Intervista a don Fabrizio Casazza sul suo nuovo libro

Quali sono le sfide principali con cui si confrontano i Vescovi nel governo pastorale delle comunità a cui sono stati affidati? In sintesi è questa la domanda di fondo del libro scritto dal sacerdote alessandrino Fabrizio Casazza, parroco, direttore dell’Istituto superiore di Scienze religiose e consulente ecclesiastico dell’Unione cattolica stampa italiana del Piemonte, “Sfide del governo pastorale. In ascolto dei Vescovi italiani”, per la Libreria Editrice Vaticana.

Don Casazza, qual è la genesi di questo libro dal tema così particolare?
«Il nucleo centrale nasce nell’ambito della tesina per il “Master in management pastorale”, che ho discusso l’anno scorso alla Pontificia Università Lateranense di Roma. A dire il vero, l’argomento non l’ho scelto direttamente, ma mi è stato suggerito dai coordinatori del corso. Senza fare misticismi fuori luogo, ho visto in questa proposta inaspettata, originale e un po’ ardita un invito “superiore” a riflettere su alcuni temi decisivi per la vita della Chiesa offrendo il mio piccolo contributo come teologo e come pastore».

Teologia e pastorale: si può affermare che siano i due perni del volume?
«Certamente. La prima parte del libro è un’analisi teologica su quattro aree decisive per la pastorale di oggi: la progettazione dei bisogni delle comunità, la gestione delle sempre più scarse risorse economiche, la cura delle relazioni e la comunicazione come modo d’esserci. La seconda parte nasce, per così dire, dalla “trincea”. Con un genere letterario che incrocia sondaggio e intervista, rielaboro su quei medesimi settori le risposte a un questionario (riportato nel volume), cui hanno aderito oltre ottanta vescovi da tutta Italia. A loro va il mio sentito ringraziamento perché si sono “messi in gioco” offrendo un prezioso contributo alla ricerca, che così rappresenta veramente un unicum. Poi, per tornare alla domanda, fin dall’inizio del mio ministero sono stato chiamato a intrecciare l’aspetto accademico, curiale e pastorale».

Un libro che offre proposte pratiche e circostanziate…
«Sì, si sentono in giro, anche nella Chiesa, tante lamentele, anche non infondate, su ciò che non va, tante analisi, anche lucide, sulla situazione spesso faticosa, ma sovente manca qualche tentativo di soluzione ai problemi. Io ho voluto, forse audacemente, provare a formulare qualche suggerimento a tutti i livelli. Mi conforta il giudizio del cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, che nella prefazione ha scritto che le considerazioni e le proposte del libro “sono certamente meritevoli di una lettura attenta e meditata, individuando spazi di possibile realizzazione”».

Un testo che riguarda solo i vescovi?
«Direi proprio di no, le considerazioni sulla spiritualità, il ministero, le responsabilità del vescovo possono certamente valere anche per i parroci. Ma aggiungo che, in realtà, la natura di servizio ecclesiale del sacerdozio ministeriale conduce naturalmente ad allargare la visuale sulle relazioni dell’intero popolo di Dio. In altre parole, analizzare le sfide del governo pastorale implica, più in generale, cimentarsi con le sfide dell’azione pastorale, che coinvolge non solo i ministri ordinati ma anche i religiosi, le religiose, le famiglie, gli operatori pastorali, i catechisti, gli animatori, i membri dei consigli economici. Fedeltà e creatività sono i due aspetti che non possono oggi mancare nelle comunità cristiane».

Chiara Genisio

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