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«Non esistono compromessi: sospendere è l’unica soluzione»

Le voci dello sport

Con il decreto del presidente del Consiglio, sono stati sospesi i campionati di calcio dalla categoria dilettantistica di Eccellenza in giù. Fermi anche i campionati giovanili a esclusione del campionato Primavera, che va avanti così come le altre competizioni, professionistiche e non, dichiarate di “interesse nazionale”, ovvero la Serie A, la Serie B, la Serie C e la Serie D. Moltissime quindi le piccole società anche del nostro territorio che si sono dovute fermare di nuovo. Tra queste l’Europa Bevingros, squadra alessandrina di Seconda categoria. Abbiamo sentito Alessandro Trisoglio, responsabile della comunicazione dell’Europa.

Alessandro, com’è la situazione da voi?
«A campionato completamente fermo, ci siamo allenati ancora martedì sera per l’ultima volta evitando esercizi con contatto fisico. Poche ore dopo è arrivata la comunicazione dello stop anche agli allenamenti individuali. Quando si riprenderà dovremo ripartire di nuovo da zero: abbiamo consigliato ai nostri atleti di andare a correre per conto loro».

Come giudichi questa decisione?
«Nell’ultimo periodo ho visto cose assurde, le regole da seguire erano senza senso. Per esempio, prima delle partite le squadre dovevano arrivare al campo a orari diversi accedendo da entrate distinte, norma per noi impossibile da seguire: abbiamo un solo ingresso al campo. Però, nel momento in cui l’arbitro fischiava l’inizio della partita tutto era lecito, compresi ovviamente i contatti tra i giocatori in campo, e dopo la partita 40 persone andavano a fare la doccia. Da addetto alle pratiche Covid della mia società, firmavo fogli in continuazione, che funzionavano da scarico di responsabilità senza servire a molto nella pratica. Il punto è che probabilmente non esiste un compromesso: l’unica soluzione sarebbe quella di fare sempre tamponi al gruppo squadra come in Serie A, cosa impossibile per le società dilettantistiche. Non essendo possibili compromessi, sospendere tutto è probabilmente l’unica soluzione praticabile».

Credi davvero che dopo il 24 si potrà ripartire con il campionato?
«Mi auguro di tutto cuore che si riparta dopo il 24, anche perché chiudere la stagione diventa difficile».

Fermare i campionati mette a terra economicamente le società dilettantistiche?
«Molte società vivevano di quello che racimolavano la domenica per gli ingressi alla partita, tante sono squadre di paese: chi puntava sui tifosi o sui piccoli sponsor ora si trova in difficoltà. Gli esercizi commerciali che prima davano qualcosa alle squadre in cambio di un po’ di notorietà, ora non aiutano più facilmente visto che siamo fermi con i campionati e quindi non c’è visibilità. A livello economico, come Europa Bevingros siamo sempre vissuti sulle spalle dell’azienda del presidente, la Bevingros appunto, che distribuisce bevande in bar e ristoranti. Il presidente ha una grandissima passione. Fortunatamente noi non abbiamo mai avuto problemi, anzi all’inizio di questa stagione abbiamo attivato una collaborazione con uno sponsor alessandrino, un procuratore di rapper famosi. Grazie a lui abbiamo ricevuto le divise dell’Adidas e abbiamo tesserato tre rapper noti, ovvero Fred De Palma, Boro Boro e Shade. Covid permettendo, faremo un evento con loro in cui verranno convocati a una partita per poi esibirsi su un palco montato dopo il match».

Marco Lovisolo

Leggi anche l’intervista a Pianeta Sport:

E poi ancora:

 

 

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