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Quei racconti infondati…

“Collezionare per credere” di Mara Ferrari

Le chiamiamo in molti modi, stregati dal fascino che vi si nasconde dietro: urban legend, leggende metropolitane, miti moderni, leggende contemporanee. Le studiano psicologi, antropologi, sociologi, storici. A cosa servono dei racconti che viaggiano col più antico sistema di comunicazione, il passaparola, oggi pure virtuale su Internet, e che vengono creduti veri, ma che si rivelano il più delle volte infondati? Perché esistono queste narrazioni, espressione del pensiero simbolico e del folklore contemporaneo? Pregiudizi, paure, eventi a cui non sappiamo dare un significato, ma anche celate aspettative, fanno da sfondo a tali storie assunte al ruolo di notizie, avvalorate dai media o stroncate in quanto bufale.

Quanti automobilisti hanno creduto all’amico che suggeriva di appendere un cd allo specchietto retrovisore per “accecare” gli autovelox? Il “CeRaVoLC” (Centro per la Raccolta delle Voci e Leggende Contemporanee), ha presentato la rassegna “Leggende metropolitane 2020”, presso il museo etnografico “C’era una volta”, in piazza della Gambarina (info: 0131 40030); la mostra antologica tra realtà, immaginario e verosimiglianza, scaturita da un’idea di uno dei più importanti esperti del settore, Paolo Toselli, sarà visitabile fino al 31 ottobre. In esposizione una carrellata di oggetti, immagini e memorabilia delle più suggestive leggende metropolitane, dai complotti lunari ai coccodrilli nel water, passando per gli autostoppisti fantasma… Il Centro per la Raccolta delle Voci e Leggende Contemporanee (in sigla CeRaVoLC) è stato fondato ad Alessandria nel settembre del 1990.

Da trent’anni il Centro si propone di coordinare, a livello nazionale, le attività di raccolta sulle narrazioni e gli episodi derivanti dal folklore dei nostri giorni, nonché di promuovere lo studio di questo fenomeno relativamente recente e di favorire la circolazione dell’informazione sull’argomento. Nato sulla base delle singole esperienze dei suoi fondatori, tuttavia il Centro si è sviluppato rapidamente raccogliendo collaboratori in tutta la penisola che hanno contribuito a costituire uno degli archivi più completi a livello nazionale (libri, riviste, pubblicazioni, stampa non specializzata, registrazioni di racconti orali, fonti digitali, ecc.).

Stesso auspicio per il blog di fresca apertura, “iloveuidu.blogspot.com” (da “Uidu”: utilizzo improprio di utensili), dedicato ad archiviare l’uso più o meno ingegnoso (a volte imprudente) di oggetti di uso quotidiano, come la televisione vintage che diventa un acquario o il vetusto telefono a rotelle una lampada (info: Nu.ovo design, 349 569 3400) o, nel più drammatico periodo del Covid, la maschera da sub che si è trasformata, con l’ausilio della stampante 3D, in una maschera d’ossigeno, insomma i collezionisti non rimarranno ancora una volta delusi.​

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