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Aumentano i contagiati… e aumentano anche i bisognosi

Coldiretti Alessandria

In questo periodo di emergenza pandemica, a preoccupare sono anche altri dati. Salgono a un +40% le richieste di aiuto dopo l’entrata in vigore del nuovo dpcm, sulla base dell’andamento delle richieste degli enti impegnati nel volontariato. Sono sempre di più numerosi, infatti, coloro che con l’aggravarsi della situazione economica saranno costretti per Natale a chiedere aiuto. Fra i nuovi poveri (quattro milioni a livello nazionale), nell’autunno 2020 ci sono coloro che hanno perso il lavoro, piccoli commercianti o artigiani che hanno dovuto chiudere, le persone impiegate nel sommerso che non godono di particolari sussidi o aiuti pubblici e non hanno risparmi accantonati, ma anche molti lavoratori a tempo determinato o con attività saltuarie.

Persone e famiglie che mai prima d’ora avevano sperimentato condizioni di vita così problematiche, ora si recano nelle mense per mangiare o chiedono di essere inseriti nelle liste della distribuzione dei pacchi alimentari. È necessario subito accelerare nella presentazione dei bandi per gli aiuti agli indigenti con i 250 milioni stanziati per acquistare cibi e bevande “Made in Italy” di qualità da distribuire ai bisognosi, in riferimento alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale n. 276 del decreto del Ministero delle Politiche Agricole, con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che suddivide lo stanziamento dei fondi dedicati al “Programma annuale di distribuzione di derrate alimentari alle persone indigenti”.

Il piano di aiuti pubblico è stato già anticipato nei fatti dall’impegno di quasi 4 italiani su 10 (39%) che dichiarano di partecipare a iniziative di solidarietà per aiutare chi ha più bisogno attraverso donazioni o pacchi alimentari. La lista dei prodotti 100% italiani da acquistare per distribuire ai più indigenti prevista dal Decreto comprende 36 milioni di euro per l’acquisto di prosciutto crudo dop, cotto e salumi dop/igp; 8,4 milioni per salumi non da carne suina (tacchino, bresaola); 50 milioni per formaggi dop; 20 mln per olio extravergine di oliva.

Inoltre, omogeneizzati di carne (5 milioni), omogeneizzati di frutta (4 milioni, pastina per infanzia (4 milioni), biscotti prima infanzia (5 milioni), latte crescita 2-3 per infanzia (1 milione), carne bovina sottovuoto – polli interi surgelati (10 milioni), carne in scatola (12 milioni), spezzatino con fagioli e piselli per mense (1,5 milioni) e nel formato 400 grammi (5 milioni), zuppe di cereali con verdure (6 milioni), minestrone con verdure (6 milioni), pasta secca nel formato 500 grammi di cui il 10% senza glutine (10 milioni), riso nel formato da 1 kg (6 milioni), preparati per risotti (6 milioni), passata di pomodoro (12 milioni), polpa di pomodoro o pelati formato per mense (1 milione), sughi pronti al ragù e al basilico (8 milioni), verdure in scatola e in vetro (8 milioni) e nel formato per mense (2 milioni), legumi in scatola – fagioli e lenticchie (3 milioni), macedonia di frutta e frutta sciroppata (7 milioni), succo di frutta (6 milioni), purea di frutta (4 milioni) e, infine, crackers di cui il 10% senza glutine (4 milioni).

Inoltre, la copertura dei costi dei servizi logistici e amministrativi, prestati dalle organizzazioni di volontariato, sono ammissibili nel limite del 5% del costo di acquisto di derrate alimentari per singola aggiudicazione della fornitura del prodotto alimentare.

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