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Un momento di intensa comunità

24 ore per il Signore

Nonostante le difficoltà di questo momento storico, la Diocesi di Alessandria ha proposto la “24 ore per il Signore”. Nel rispetto delle norme anti-Covid, nella chiesa di San Giacomo ad Alessandria, questo tradizionale appuntamento si è svolto dalle ore 9 alle ore 21 di venerdì 12, e dalle ore 6 alle ore 18 di sabato 13 marzo. Come è andata? Lo abbiamo chiesto a don Mauro Bruscaini (in foto qui sotto), vicario per le parrocchie del centro città e rettore del seminario diocesano.

Don Mauro, un’impressione a caldo sulla “24 ore”.

«L’impressione è stata molto positiva, possiamo dire che è andata bene. Anche in questo tempo così sofferto, con gli spostamenti limitati e tutte le restrizioni, abbiamo avuto una buona partecipazione. Un bel momento, davvero intenso, in cui abbiamo sentito la presenza dei fedeli. Anche, e soprattutto, con il sacramento della Riconciliazione».

Qual è stato il programma?

«La “24ore per il Signore” è iniziata venerdì alle 9 con la celebrazione del Vescovo, seguita dall’esposizione del Santissimo Sacramento con l’adorazione fino alle 21. Durante la giornata si sono susseguiti movimenti e associazioni laicali, che hanno garantito l’adorazione continua. Abbiamo proprio chiesto a loro una presenza, anche se le misure anti-Covid non permettevano un’animazione, durante quella che è stata un’adorazione silenziosa e intensa. Principalmente erano presenti i fedeli che abitano in città, chi abita nei paesi non si è potuto spostare. Durante il giorno, poi, si sono alternati diversi sacerdoti per le confessioni, rispettando tutte le regole del distanziamento sociale».

E sabato?

«Abbiamo riaperto esponendo il Santissimo alle 6 del mattino. Dopo la benedizione eucaristica, alle 18 abbiamo concluso con la Santa Messa festiva celebrata da monsignor Gallese».

Le confessioni sono state al centro di questo appuntamento.

«Una presenza continua quella delle confessioni: abbiamo notato quanto ai fedeli serva davvero un momento, anche più prolungato, per ricevere il sacramento della Riconciliazione. A turno, era sempre presente un solo consacrato. Abbiamo scelto un luogo adibito, per garantire una presenza continua di penitenti».

Come possiamo leggere questa “24 ore” all’interno di un momento storico così complesso?

«Il Vescovo ha proprio chiesto di metterci davanti al Santissimo Sacramento pregando perché finisca questa pandemia, il prima possibile e nel migliore dei modi. Sicuramente è stata una preghiera al Signore, in cui ci siamo affidati totalmente a Lui. E anche le parole che Sua Eccellenza ha rivolto durante le omelie ci hanno portato verso un clima di preghiera, per vivere cristianamente questo tempo, attraverso una testimonianza di fede e amore. Un’occasione in cui abbiamo ricaricato le nostre batterie e abbiamo focalizzato, ancora di più, la nostra vita sul Signore. Nonostante questo periodo così difficile».

Lei che cosa chiede in questa Quaresima?

«Chiedo proprio di guardare a Gesù per mettere bene a fuoco la mia vita. In questi momenti siamo un po’ smarriti, tutto sembra sfocato, allora abbiamo bisogno di volgere lo sguardo verso Cristo, riflettendo sul mistero di Passione, morte e resurrezione. Per vivere in modo profondo questa Quaresima e arrivare con il giusto spirito alla Pasqua. Prima di chiudere, vorrei fare alcuni ringraziamenti…».

Prego.

«Ringrazio tutti coloro che hanno partecipato e si sono dati disponibili. Vorrei allargare il ringraziamento anche a tutti coloro che non c’erano fisicamente, ma erano presenti con il cuore e con la preghiera. So che ci sono state altre “24 ore per il Signore” in diverse parrocchie della nostra Diocesi, questo è un bel segno di comunità. Per finire, un grazie al nostro Vescovo che ci ha regalato, ancora una volta, un’esperienza intensa, attraverso le sua parole e la sua presenza. E ancora più perché ci ha dato l’opportunità di viverla come Chiesa diocesana».

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