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NO VAX macht frei?

Giornata della Memoria: si possono accostare vaccini e lager?

I fatti sono noti, anche se la notizia non ha avuto commenti particolarmente numerosi. C’è chi nel giorno della Memoria e del ricordo della vittime della Shoah ha osato proporre lo sfregio di un accostamento criminale tra la campagna vaccinale e l’orrore prodotto dai lager nazisti. A Perugia poche decine di no Green pass hanno steso a terra divise dei deportati nei campi di sterminio e ne hanno richiamato il ricordo omologando la loro terribile vicenda alle iniziative del governo e le decisioni connesse all’obbligo vaccinale.

A Belluno alcuni volantini hanno paragonato la stella di Davide imposta sugli abiti degli Ebrei deportati in seguito alle diverse leggi razziali al Green pass. A Torino si è scritto sui social testualmente, “Nel Giorno della Memoria è necessario ricordare che il governo italiano agisce come i regimi totalitari del secolo scorso”; e, cosa notevole, si tratta della penna “brillante” di un professore le cui relative lezioni, semplicemente aberranti, sono state pubblicizzate con lettera distribuita all’ingresso degli edifici scolastici. E, per la cronaca dell’evento, tanto basti.

Il fatto è che nulla nasce per caso e tanto meno in questa occasione e su specifica materia. Da decenni si nega, in vario modo e diversi approcci, l’esistenza della Shoah oppure se ne da un giudizio tanto riduttivo da banalizzarne le derive e le conseguenze. E ci sarebbe subito da aggiungere che lo sfregio di certi accostamenti, come quello cui oggi si assiste, sta anche peggio del fenomeno di per sé inquietante del negazionismo radicale, data la totale inconsistenza di quest’ultimo, ormai provata da quasi tutte le opzioni storiografiche. Siamo, in buona sostanza alla devianza inevitabile di una serie di valutazioni che non hanno mai ammesso (per fortuna le analisi in dialettico dissenso non sono mancate) la peculiarità delle scelte totalitarie nei confronti dell’avversario nemico da distruggere solo per il fatto di essere in vita e esistenza; si è sempre assistito a una appropriazione ideologica della scelta delle vittime in nome di una parte politica, come dire all’uso ideologico della storia a fini di consenso politico.

Le vittime, troppo spesso, sono state riconosciute non in quanto tali, ma solo come parte e si è dimenticata l’offesa all’umanità e alla libertà degli individui e dei popoli. I totalitarismi non hanno offeso delle parti politiche e una sola e qualsivoglia di esse, ma hanno semplicemente negato la persona umana e la sua irripetibile dignità. Purtroppo certe omologazioni, non certo e paragonabili (ovviamente) agli sfregi di cui siamo oggi spettatori, finiscono per aprire varchi e correnti di deviazione ideologica devastanti. La comune umanità e non solo opzioni politiche o anche e sia pure virtuosamente ideali, viene colpita dalla violenza del totalitarismo e delle esperienze che ne sono scaturite nel secolo scorso.

Ancora due brevi annotazioni. Una, in particolare per i contestatori della campagna vaccinale. Spesso e non senza ragione si è loro ricordato che non si può mai invocare una libertà individuale in totale spregio della libertà comune; non si può scegliere nessun comportamento quando dallo stesso derivi danno e salute al prossimo. In buona sostanza, la libertà di ciascun individuo trova limite nella libertà di tutti.

Giusto, ma non basta, perché c’è un salto ulteriore di qualità; non nega il precedente, ma lo completa e lo rafforza. Tutte le libertà si realizzano se risultano frutto della crescita comune, in solidarietà. Sarebbe né più né meno che l’indicazione di un messaggio che il mondo dovrebbe avere appreso anche o soprattutto dal Cristianesimo, ma che troviamo nell’impianto della nostra Costituzione la quale accanto al riconoscimento dei diritti si preoccuperebbe (il condizionale mi viene suggerito dalla realtà) di assicurare i mezzi perché tutti ne possano usufruire. Certe cose si sono fatte strada proprio per reagire ai totalitarismi; se la loro ispirazione oggi viene offesa in vario modo, molte relative derive e diverse inevitabili conseguenze non nascono, come Minerva armata dal capo di Giove, senza un motivo.

Agostino Pietrasanta

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