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San Girolamo e San Bernardo, Dottori della Chiesa

“La recensione” di Fabrizio Casazza

Le edizioni Città Nuova hanno pubblicato l’anno scorso pregevoli opere di due importanti Dottori della Chiesa. In ordine cronologico cominciamo dai Commenti ai profeti minori (pp 388, euro 70, con originale latino a fronte), Gioele e Amos, di san Girolamo. A lui si deve la traduzione in latino della Bibbia, detta Vulgata, che nella sua versione “aggiornata” resta il testo ufficiale della Chiesa latina. Originario probabilmente dell’attuale Istria, dopo una vita mondana ricevette il battesimo verso i vent’anni; nel 382 si trasferì a Roma, ove papa Damaso, conoscendo la sua fama di asceta e la sua competenza di studioso, lo assunse come segretario e consigliere, mentre fu guida di diverse persone dell’aristocrazia romana. Dopo la morte del Pontefice, san Girolamo lasciò l’Urbe nel 385 e intraprese un pellegrinaggio, dapprima in Terra Santa e poi in Egitto, patria di molti monaci. Nel 386 si fermò a Betlemme, dove, per la generosità della nobildonna Paola, furono costruiti un monastero maschile, uno femminile e un ospizio per i pellegrini. Morì nella sua cella, vicino alla grotta della Natività, il 30 settembre 420.

Il secondo testo è costituito dal secondo volume dei Sermoni per l’anno liturgico (pp 949, euro 110, con originale latino a fronte) dell’abate san Bernardo. Nato nel 1090 in Francia lasciò l’agiata famiglia per ritirarsi nel monastero di Citeaux prima di fondare con alcuni confratelli quello di Clairvaux, ove morì nel 1153. Fu canonizzato nel 1174 da papa Alessandro III (colui in onore del quale e grazie al quale esiste la città di Alessandria) e proclamato Dottore della Chiesa nel 1830 da Pio VIII. Nel 2009 Benedetto XVI lo definì «l’ultimo dei Padri della Chiesa» e, riprendendone la dottrina, affermò che «la fede è anzitutto incontro personale, intimo con Gesù, è fare esperienza della sua vicinanza, della sua amicizia, del suo amore, e solo così si impara a conoscerlo sempre di più, ad amarlo e seguirlo sempre più. Che questo possa avvenire per ciascuno di noi!». È un augurio da condividere e che la meditazione dei due libri rende traguardo più raggiungibile.

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