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Un “dolce regalo” per i bambini in difficoltà

Tempo di Quaresima

Una raccolta di uova di cioccolato per bambini che non hanno famiglia e vivono in comunità. Da diversi anni questa iniziativa è realizzata dalla Cattedrale di Alessandria, in tempo di Quaresima. Un dolce gesto che ci siamo fatti raccontare da monsignor Gianni Toriggia (nella foto), parroco della Cattedrale e Vicario generale.

Don Gianni, ci racconti questa iniziativa?

«Si tratta di un’iniziativa che organizziamo da parecchi anni, ormai. In tempo di Quaresima, raccogliamo diverse uova di Pasqua per donarle ad alcune comunità di bambini che, per vari motivi, non hanno famiglia. A portarcele, in Cattedrale, sono per lo più i bambini del catechismo e diversi fedeli. Alcuni ci donano le uova dell’Oftal: un semplice gesto che fa bene due volte. Ne raccogliamo circa 150 e le destiniamo a questi piccoli, in modo che abbiano un sorriso e un segno di bontà per la Santa Pasqua».

Un pensiero che ormai è diventato “tradizione”.

«Le persone partecipano a questa iniziativa sempre con molta spontaneità. Soprattutto i più piccoli. Un anno, ricordo che un bambino mi disse: “Per questi bimbi che non sono fortunati come me, porto l’uovo più bello che ho”».

È una Quaresima particolare: dopo l’emergenza Covid, si è aggiunta anche la paura per la guerra in Ucraina.

«C’è tanta sofferenza, il clima di guerra sta toccando la nostra gente. Però vede anche molta solidarietà, che viene espressa in varie maniere. Mi capita di sentire e tenermi in contatto con persone dell’Ucraina che vivono nella nostra città e hanno parenti là. Sono molto in apprensione. Alcuni di loro hanno dei familiari che vivono in villaggi e cittadine che, fortunatamente, non sono ancora state toccate dai bombardamenti e dalla guerra. Altri, invece, sono in zone finite sotto attacco. È una tragedia».

Torniamo alle uova di Pasqua: è ancora possibile donare?

«Certamente! Chi vuole può farlo portando direttamente le uova in Cattedrale. Nell’imminenza della Settimana Santa, saremo noi a consegnarle alle varie comunità. Un grazie a chi ha partecipato, e vorrà ancora partecipare, a questa nostra iniziativa».

Alessandro Venticinque

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