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“Bambino Gesù”, un ospedale dove l’amore è una cura

Martedì di Quaresima

Salute e sanità, oggi e domani” è stato il tema del secondo Martedì di Quaresima, tenutosi il 29 marzo secondo lo stile del “dialogo”, pensato per gli incontri di quest’anno, organizzati come sempre dalla Diocesi di Alessandria, dal Centro di cultura dell’Università Cattolica e dal Movimento ecclesiale di impegno culturale di Alessandria.

In dialogo con il pubblico e con il dottor Luca Perrero, primario presso il presidio riabilitativo “Borsalino”, è stata ospite la dottoressa Mariella Enoc (nella foto qui accanto) presidente dell’Ospedale Pediatrico “Bambino Gesù” di Roma, istituzione cattolica di rilievo internazionale. Apprezzata dirigente di diverse realtà sanitarie, la dottoressa Enoc è anche autrice del significativo volume “Il dono e il discernimento. Dialogo tra un gesuita e una manager”, scritto in collaborazione con padre Francesco Occhetta.

L’invito a Mariella Enoc, ha ricordato il professor Renato Balduzzi nell’introduzione alla serata, ha voluto allargare lo sguardo verso un orizzonte più ampio, per cogliere l’evoluzione in atto nel campo della salute e della cura, dopo questo tempo di pandemia. L’osservatorio privilegiato del “Bambino Gesù”, ospedale “italiano” ma extraterritoriale, in quanto istituzione della Santa Sede, consente infatti una visuale approfondita sul mondo intero.

La salute, ha esordito l’ospite, è una condizione di fondo dell’essere umano e dipende da molti fattori, come l’ambiente e le relazioni, l’esclusione o le diverse povertà, che possono privare l’uomo dei beni fondamentali. La sanità, invece, è un mezzo, uno strumento per la salute dell’uomo e, occorre ammetterlo, in Italia viviamo una situazione di privilegio, con la legge che garantisce tutti e non esclude nessuno dall’accesso alle cure. Certamente non sperimentiamo una realtà perfetta e la pandemia lo ha dimostrato, ma il Sistema sanitario nazionale, la rete degli ospedali italiani, ha dato il massimo.

Il miglioramento in questo senso, ha proseguito la presidente Enoc, dovrebbe andare nel senso della medicina del territorio, o meglio della “medicina di prossimità”, con cure meno centrate sull’ospedale e più sulla vita delle persone, con il perno fondamentale dei medici di famiglia. È un tema comunitario, che riguarda tutta la comunità e non soltanto i sanitari, per riconoscere e vedere le persone fragili accanto a noi e farsene carico, immaginando ospedali di comunità e soprattutto attrezzare cure domiciliari.

Passando poi a presentare la propria esperienza personale presso l’ospedale che papa Francesco ha definito “non cattolico, ma semplicemente umano”, la dottoressa Enoc ha ricordato la realtà degli oltre 1.200 bambini passati al Bambino Gesù a causa del Covid e di altre realtà difficili, come l’aumento di disturbi psicologici specialmente nei minori e la nascita di un nuovo centro per le cure palliative pediatriche, per accompagnare le famiglie in fasi drammatiche e consentir loro di non passare troppo tempo in ospedale, ma guidarli al ritorno a casa e lì curare per quanto possibile.
La conclusione del dialogo ha voluto però essere improntata alla speranza, con il ricordo dell’esperienza di condivisione e solidarietà tra gli ospedali avvenuta in tempo di pandemia e mai sperimentata prima; gli straordinari medici e infermieri che in una notte hanno spostato un intero reparto per lasciare spazio al reparto Covid. A fine giornata, ha chiuso Enoc, lei come molti operatori sanitari si porta a casa tanto dolore ma anche tanta speranza: di fare ogni giorno un passo avanti nella cura e nel servizio alle persone.

L’ultimo appuntamento dei Martedì si terrà, sempre presso l’Auditorium San Baudolino, martedì 5 aprile alle ore 21, con Renato Balduzzi che dialogherà sul tema: “Giustizia e magistrature: come riprendere fiducia” con il direttore di “Voce” Andrea Antonuccio.

Per rivedere la seconda serata de I Martedì di Quaresima

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Don Stefano Tessaglia
assistente spirituale Meic Alessandria

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