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“L’acqua della salute” di Lobbi

“Alessandria racconta” di Mauro Remotti

L’Antica Fonte Acqua della Salute“, situata nella frazione di Lobbi, a pochi chilometri da Alessandria, era una sorgente naturale di acqua fredda, salso-bromo-iodica, con residuo fisso 4,37 g/l, attiva sino alla prima metà del secolo scorso. «In quegli anni, a Lobbi paese, forestieri non se ne vedevano se non nei giorni della festa di S. Bartolomeo; ma la Fontana nei tre mesi estivi era meta giornaliera di almeno una cinquantina di persone provenienti dai paesi vicini e da Alessandria per l’idroterapia mattutina» ricorda Carlo Pagella nel libro Lobbi amore mio.

I frequentatori che andavano a “prendere la rugiada di San Pietro” (ossia, restare alla Fontana dal mattino alla sera) arrivavano in calesse o in bicicletta, più raramente in automobile. Sempre Pagella racconta di aver conosciuto l’allora gestore, Girolamo Pasquale, «una figura gioviale e piacente nonostante un’incipiente obesità», che al cancello d’ingresso incassava le due lire della tariffa e consegnava al cliente, previa cauzione, un “bicchierone” di vetro da mezzo litro.

La dose media consigliata era di quattro bicchieri, che venivano sorseggiati passeggiando o leggendo il giornale. Poco distante dalla Fonte si trovavano una pista da ballo, che ospitava noti cantanti e orchestre, e una locanda dove si poteva gustare dell’ottimo salame di campagna. Il merito di aver fatto diventare la Fontana un rinomato luogo di cura e di villeggiatura spetta al lobbiese Francesco Garavelli, il quale, all’inizio del ‘900, decise di investire in questa attività.

Nella pubblicazione Alessandria Sobborghi, Frazioni, Rioni, a cura di Domenico Picchio e Gianni Tagliafico, si possono ammirare alcune vecchie cartoline, risalenti agli anni Venti, che raffigurano la Fonte con l’attiguo ristorante. Sul retro di una di esse è riportata la seguente dicitura: «Quest’Acqua minerale si può classificare tra le clorurate-sodico-calcico-magnesiache ed è da rilevarsi la particolarità sua di contenere pochissimi solfati meno cioè dell’Acqua di Chianciano e della Sangemini – Professor Ettore Molinari – Dottor Arturo Bonacina».

Al termine della Seconda guerra mondiale, la Fonte di Lobbi perse a poco a poco il suo fascino: la struttura cominciò a decadere e le acque non curate adeguatamente finirono prosciugarsi. Oggi, purtroppo, restano soltanto le vestigia di un vecchio edificio ricoperto quasi interamente da rovi ed erbacce.

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