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Il nostro «E poi?» alla Salve

L’Editoriale di Andrea Antonuccio

Care lettrici, cari lettori,
questo numero di Voce è un po’ “scombussolato”: al posto del tradizionale Paginone troverete uno Speciale di sei pagine sulla nostra Clementissima Patrona. Nella trasmissione “Noi con la Salve“, che per il secondo anno trasmettiamo su Facebook, ho intervistato diversi personaggi della Chiesa e della nostra città. Di alcuni di loro leggerete su questo numero, di altri sul prossimo (con ulteriori pagine di approfondimento). Devo dirvi che queste interviste per me sono state una grande scoperta. Tutti (ma proprio tutti) quelli che ho incontrato, quando ho chiesto un pensiero sul loro rapporto con la Madonna della Salve, si sono commossi. Come se si trovassero a parlare di una madre: una Madre sempre disponibile, sempre accogliente, sempre pronta ad ascoltare ed esaudire. Nessuno di quelli che ho intervistato è rimasto deluso dalla nostra Patrona, anzi…

Eppure, la vita è drammatica, per chi crede e per chi non crede. Anche quando le cose vanno bene, c’è sempre qualcosa che non torna, un’insoddisfazione di fondo. Ripenso alle parole che Cesare Pavese scrisse sul suo diario il 22 giugno 1950, due giorni prima di ritirare il Premio Strega a Roma: «È una beatitudine. Indubbio. Ma quante volte la godrò ancora? E poi?». In quello straziante «E poi?», ripetuto più volte sul suo diario, era racchiuso il male di vivere dello scrittore, che due mesi dopo si suicidò. Ecco, quest’anno sto vedendo molti che hanno messo il loro «E poi?» ai piedi della Salve, certi di una risposta. Mi sa che stavolta lo farò anch’io. Sempre Alessandria La Vergine Esaudisce.

Andrea Antonuccio
direttore@lavocealessandrina.it

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