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Un Laboratorio di fraternità per le Unità pastorali

Le sfide concrete

(prosegue da qui)

Le Unità pastorali. Ci siamo resi conto che il passaggio deve essere, come ormai dappertutto in Italia, quello delle Unità pastorali, attuate in forme diverse. Questo passaggio sarà sancito da un Decreto del vescovo che uscirà tra poco: ma non è che, fatto questo, le Unità pastorali sono fatte (sorride). Il Decreto è come il semaforo di partenza di una corsa, che poi però è molto lunga. E quindi sarà un cammino lungo, anche sinodale, perché lo faremo insieme, vescovo, preti, fedeli laici, religiosi e religiose: tutto il popolo di Dio. Tra l’altro, ci sarà anche il Laboratorio di fraternità: per ognuna delle nove Unità pastorali ci saranno un sacerdote e quattro laici che faranno un cammino con il vescovo. Insieme cercheremo di mettere a punto il cammino delle singole Unità, e lo sperimenteremo condividendo nel frattempo come vanno le cose, in modo da non ripetere gli errori, laddove si incontrano. È normalissimo in un cammino nuovo compiere degli errori, ed evitare che altri li compiano è una cosa buona. E poi imiteremo chi ha fatto cose, facendo un cammino insieme.

L’iniziazione cristiana (e la carità). Partiamo da quattro cose molto concrete. Una è l’iniziazione cristiana: cominceremo in modo abbastanza simile a quanto si è fatto finora, semplicemente razionalizzando un po’ di più le sedi dell’iniziazione cristiana; cercando di “mettere insieme”, per avere i catechisti che lavorano insieme – possibilmente non un catechista per classe ma almeno due per classe – e classi un po’ più corpose, che favoriscano l’integrazione. Nel frattempo faremo in modo che l’iniziazione cristiana, che è un atto di evangelizzazione, diventi in modo più forte, più vivo e più pronunciato, un atto della comunità: è la comunità che evangelizza attraverso delle persone, non è un appalto ad altri. Non è possibile dire: «Prendo uno specialista e lo pago per fargli fare l’iniziazione cristiana», o trovare un esperto che lo faccia generosamente e gratuitamente. Deve essere qualcosa che parte dalla comunità, non una semplice delega a qualcuno. Come anche la carità, che non va appaltata alla Caritas: non possiamo “sbolognare” i poveri alla Caritas, la Chiesa non funziona così, né per quanto riguarda la carità né per l’iniziazione cristiana. La comunità deve farsene carico, anche se alcune iniziative su scala diocesana le può fare solo la Caritas, evidentemente.

I giovani. Nel 2023, la prima settimana di agosto, ci sarà la Giornata mondiale della Gioventù a Lisbona. La pastorale giovanile è in difficoltà, non solo da noi ma in tutta Italia: una difficoltà simile a quella che trovai in Spagna quando andammo alla Giornata mondiale della Gioventù di Madrid del 2011. Un ottimo modo per ripartire è fare sì che in ogni Unità pastorale ci sia un gruppo di giovani che vada alla Giornata mondiale della Gioventù: questo è il punto di partenza con il quale fare pastorale giovanile all’interno dell’Unità pastorale.

Il seminario. Il nostro seminario diocesano si trasferirà al convento dei Cappuccini. Il nuovo rettore è don Domenico Dell’Omo, Il nuovo direttore spirituale è padre Giorgio Noè. Come sapete, i Cappuccini di via San Francesco ci lasciano: avremo modo di ringraziarli pubblicamente, anche con una festa, per quello che hanno fatto per noi in tutti questi secoli. Il convento vogliamo che sia, come è stato nella storia e nella tradizione, un luogo vivo per la nostra Chiesa alessandrina: perciò sarà la sede dell’Unità pastorale delle Sette Chiese, e anche io andrò a trasferirmi lì con i seminaristi, con il rettore, con i sacerdoti che lavorano nella comunità delle Sette Chiese. Lo faremo con i tempi sfasati perché dovremmo fare i lavori. Io ci andrò subito, però dovremo fare un po’ di “pellegrinaggio interno” per consentire che i lavori vengano eseguiti. E saremo in parecchi ad abitare lì. Dobbiamo pregare per i seminaristi e per le vocazioni future al sacerdozio e alla vita consacrata. Dobbiamo pregare perché è una delle poche indicazioni concrete che Gesù ci ha dato: «Pregate il padrone della messe che mandi operai nella sua messe».

Sinodo universale e italiano. Infine continueremo il nostro cammino sinodale diocesano, collegato a quello di tutta la Chiesa, italiana e universale: il Sinodo universale sulla sinodalità si terrà infatti nell’ottobre del 2023. Concludiamo con la preghiera che recitiamo tutti insieme, a pagina 24 della Lettera pastorale.

O nostra clementissima patrona,
Madonna della Salve,
a te rinnoviamo l’affidamento della nostra Chiesa Alessandrina:
Tienici sotto il tuo manto,
accompagnaci in questo momento delicato
di rinnovamento della nostra Diocesi,
assisti i sacerdoti implorando su di loro la luce dello Spirito Santo
e il fervore della trasmissione della fede,
proteggi anche il nostro seminario in questo cambiamento,
accompagna i religiosi e le religiose,
fa’ che la loro testimonianza sia fresca e appassionata,
assisti il popolo di Dio
ed in modo particolare coloro che sono chiamati
ad essere portatori della novità della Chiesa oggi.
O Maria, siamo qui ai tuoi piedi,
conduci tutti noi sulla via della pace
e fa’ che amiamo Gesù con tutto il cuore
e con tutta la nostra vita.
Amen.

La nuova Lettera, ora disponibile

La Lettera pastorale è già disponibile a breve presso tutte le parrocchie. Qualora fosse esaurita, è possibile richiederne una copia presso la Curia vescovile. Sul sito diocesialessandria.itt il file pdf e il testo integrale

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