Ma voi siete contenti della vita che fate? – L’editoriale di Andrea Antonuccio

Care lettrici,

cari lettori,

su Voce di questa settimana troverete in apertura la testimonianza di Silvia e Federica di Nomadelfia, un luogo di comunità e fraternità cristiana in provincia di Grosseto. Le abbiamo invitate al secondo appuntamento degli Incontri di Quaresima organizzati dalla nostra diocesi (il terzo, l’ultimo, si è svolto martedì scorso: ve lo racconteremo nel prossimo numero). E dunque, di che cosa ci hanno parlato Silvia e Federica?

Beh, innanzitutto della loro giovinezza, molto simile a quella di tante altre coetanee: scuola, amici, sport, divertimento, amore… Un’esistenza con alti e bassi, senza grandi “guizzi” e, sullo sfondo, un rapporto con la fede a volte “freddo” e a volte inesistente, se non addirittura conflittuale. Poi, in maniera apparentemente casuale, l’incontro con una persona che le porta a conoscere la realtà di Nomadelfia. Si accende una curiosità, una domanda che diventa la certezza da cui (ri)nasce un’altra vita.

Una vita che Silvia e Federica ci hanno raccontato con grande commozione, come una questione veramente decisiva: è stato un consegnarsi a una forma di comunità “insolita”, totalmente corrispondente al loro desiderio più profondo: quello della felicità vera. O del senso della vita, che in fondo è la stessa cosa.

Sono rimasto molto colpito dalla loro testimonianza: un esempio di radicalità nella vita cristiana e nelle sue forme più visibili (condivisione, accoglienza, comunità) che ha messo in discussione il mio vivere la fede e i rapporti quotidiani con distrazione e superficialità. Mentre avrei bisogno di essere continuamente richiamato alla compagnia di Cristo nella mia vita, alla sua Presenza concreta nelle normali vicende dell’esistenza.

Sarei capace di mettere tutto (tutto!) in comunione con gli altri, come fanno a Silvia e Federica? Avrei il coraggio di rinunciare al mio tempo libero, agli “affari miei” che invece cerco di coltivare e di far crescere nelle mie giornate? Potrei mai ospitare ed educare decine e decine di figli, naturali e non, come fanno le mamme e i papà di Nomadelfia? Insomma: sono dei pazzi loro a vivere in quel modo, o sono io che mi sto perdendo il meglio? Non lo so… io due o tre domande ancora me le faccio, non riesco ad accontentarmi.

E voi? Siete contenti della vita che fate?

Andrea Antonuccio – direttore@lavocealessandrina.it

 

 

 

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