Care lettrici,
cari lettori,
apriamo questo numero con le parole di papa Leone XIV nel giorno di Pasqua: «La Pasqua del Signore ci invita ad alzare lo sguardo e ad allargare il cuore. Essa continua ad alimentare nel nostro spirito e nel cammino della storia il seme della vittoria promessa. […] Attraverso fessure di risurrezione che si fanno spazio nelle oscurità, Egli consegna il nostro cuore alla speranza che ci sostiene: il potere della morte non è il destino ultimo della nostra vita. Siamo orientati una volta per sempre verso la pienezza, perché in Cristo risorto anche noi siamo risorti». E subito dopo, nella benedizione urbi et orbi: «Ci stiamo abituando alla violenza, ci rassegniamo ad essa e diventiamo indifferenti. Indifferenti alla morte di migliaia di persone. Indifferenti alle ricadute di odio e divisione che i conflitti seminano». Siamo indifferenti.
Abbiamo mai provato a immedesimarci con gli iraniani, i libanesi, gli ucraini, i bimbi e le mamme di Gaza, solo per citare i conflitti che conosciamo? Siamo fortunati ad avere il Papa, perché ci ricorda sempre che il mondo non si riduce alle nostre quattro cose, ai nostri pensierini e al nostro stare bene: mai come in questa epoca la tentazione di rinchiudersi nella propria sacrestia, familiare o parrocchiale, rischia di conquistare (definitivamente) il nostro cuore. È paradossale: potremmo essere “perfetti praticanti” e dimenticare il nostro prossimo. «C’è la Caritas, vada lì»: quante volte l’ho sentito dire all’uscita delle chiese, e quante volte avrei voluto dirlo io stesso! Ci stiamo abituando alla violenza, ma forse ci stiamo abituando all’indifferenza… basta che non ci rompano le scatole. Meno male che non è sempre così: vi consiglio di leggere la testimonianza di Nastya nelle pagine della Chiesa. Non troverete solo sofferenza: scoprirete anche il cuore di chi, per grazia del Signore, apre la propria casa a degli sconosciuti in fuga dalla guerra e vede inaspettatamente rinascere la speranza e la pace: «La pace che Gesù ci consegna non è quella che si limita a fare tacere delle armi, ma quella che tocca e cambia il cuore di ciascuno di noi! Convertiamoci alla pace di Cristo!» ha detto papa Leone. Una cosa dell’altro mondo, che è accaduta in questo mondo. Esattamente nel quartiere Pista, ad Alessandria.
E Voce ve la racconta a pagina 4.
Andrea Antonuccio – direttore@lavocealessandrina.it
La Voce Alessandrina Settimanale della Diocesi di Alessandria
