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C’è sempre una speranza

“Ho pensato bene nei primi giorni di questi tanti dolori che la mia visita, forse, era più un ingombro che un aiuto, che un saluto, e non volevo dare fastidio e per questo ho lasciato passare un pochettino di tempo affinché si sistemassero alcune cose, come la scuola. Ma dal primo momento ho sentito che dovevo venire da voi! Semplicemente per dire che vi sono vicino, che vi sono vicino, niente di più, e che prego, prego per voi! Vicinanza e preghiera, questa è la mia off erta a voi. Che il Signore benedica tutti voi, che la Madonna vi custodisca in questo momento di tristezza e dolore e di prova”. Sono le parole rivolte questa mattina da Papa Francesco ai terremotati, subito dopo la visita alla scuola provvisoria realizzata dalla Protezione civile del Trentino.

Dopo la benedizione – riferisce Radio Vaticana – il Papa ha voluto pregare l’Ave Maria con le persone presenti: “Andiamo avanti, sempre c’è un futuro. Ci sono tanti cari che ci hanno lasciato, che sono caduti qui, sotto le macerie. Preghiamo la Madonna per loro, lo facciamo tutti insieme. [Ave Maria…] Guardare sempre avanti. Avanti, co- raggio, e aiutarsi gli uni gli altri. Si cammina meglio insieme, da soli non si va. Avanti! Grazie”. Una visita che ha visto “il contatto diretto con le persone ferite piuttosto che con le macerie. Soprattutto i bambini che ha incontrato nella scuola e ai quali ha voluto donare una piccola corona del Rosario. Il Papa ha notato che i piccoli erano ancora turbati dal terremoto, privi di quella scioltezza tipica della loro giovane età. Il trauma subito è ancora lì, presente”. Così monsignor Domenico Pompili, vescovo di Rieti, racconta al Sir – l’agenzia di informazione dei Vescovi italiani – la visita di Papa Francesco ad Amatrice e Accumoli.

“Ha cercato il contatto con le persone, giovani e vecchi, quelle chiamate all’incontro tra generazioni per trovare insieme le strade per ricostruire materialmente e moralmente le loro comunità – dice mons. Pompili – la sua preghiera e la sua attenzione a questa tragedia per noi rappresenta un valore aggiunto che tornerà a beneficio di tutti”.

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