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L’interVista a Roberto Santi

Roberto Santi
Nasce il 1° maggio 1962
Medico specializzato in ematologia
Esperto nella diagnosi e cura delle malattie della coagulazione del sangue.
Direttore della struttura sanitaria Emostasi e Trombosi – S.C. Ematologia dell’azienda ospedaliera SS. Antonio e Biagio di Alessandria.

Da quanti anni va a Lourdes?

Avevo 17 anni la prima volta, era il 1979, da allora  quasi tutti gli anni a giugno con il Pellegrinaggio diocesano organizzato dall’Oftal  di Alessandria

Quali sono state le motivazioni che l’hanno indotta a partecipare al primo pellegrinaggio?

Ero uno scout e per gli scout quella di Lourdes era una delle prime esperienze di servizio cosi insieme al mio gruppo partecipai al pellegrinaggio diocesano che fu anche il primo organizzato dalla nostra diocesi

Quali sono le motivazioni che inducono malati e pellegrini a recarsi a Lourdes?

Per i più è un atto di fede. Per alcuni l’esigenza di fare un’esperienza spirituale, per altri semplicemente la ricerca di qualcosa.

Da medico quali sono le sue considerazioni su Lourdes?

L’esperienza del medico a Lourdes è basata sulla condivisione.  Si va li per condividere con i malati un’esperienza spirituale. C’è poi il rapporto tra fede e scienza; Lourdes è il luogo dove si percepisce come la fede possa essere una potente medicina.

Quali sono i suoi impegni come responsabile dell’équipe dei medici che accompagnano pellegrini e malati a Lourdes?

Sono il coordinatore degli Operatori Sanitari della sezione Oftal di Alessandria. Il nostro gruppo è formato da medici, farmacisti e infermieri. Nei mesi che precedono la partenza ci si incontra per organizzare la parte sanitaria del pellegrinaggio: si costituisce la farmacia (nel mese di marzo attraverso il banco farmaceutico raccogliamo i medicinali) , nelle settimane precedenti la partenza valutiamo le cartelle cliniche dei pazienti e le loro necessità sanitarie . Durante il viaggio in treno e poi a Lourdes siamo a disposizione dei malati.

La fede può essere una potente medicina

Quali sono le caratteristiche fondamentali per riconoscere un miracolo?

Nel 1883 è stato costituito a Lourdes, l’Ufficio delle Constatazioni Mediche (Bureau Medical) al fine di ricevere e studiare le guarigioni inspiegabili; in 150 anni circa sono state analizzate 7200 guarigioni e di queste solo 69 riconosciute dalla Chiesa come miracolose;  è il Vescovo della Diocesi di appartenenza del malato che stabilisce se una guarigione inspiegabile per la scienza  è miracolosa per la Chiesa.

L’accertamento di una guarigione è un processo molto lungo che può durare anche 20-25 anni.

I “criteri” per valutare una guarigione miracolosa fanno riferimento a quelli proposti dal cardinal Lambertenghi e si riassumono in 7 punti:

  1. Che si tratti di una guarigione da una malattia a prognosi grave;
  2. con diagnosi certa;
  3. di natura organica;
  4. guarigione indipendente da qualunque terapia medica, chirurgica o riabilitativa ricevuta;
  5. avvenuta in maniera improvvisa ed istantanea;
  6. in maniera completa;
  7. e in maniera permanente

Si incontra Maria che è il tramite per Dio

Quali sono i motivi per provare l’esperienza di un pellegrinaggio a Lourdes?

È una esperienza di intensa spiritualità . Si incontra Maria che è il tramite per incontrare Dio. La condivisione con gli altri (malati, pellegrini) è l’ingrediente che amalgama il tutto.

C’è un episodio che l’ha colpita particolarmente durante i suoi pellegrinaggi a Lourdes?

Più in generale colpiscono le storie di dolore, la totale fiducia in Dio dei malati, e la percezione  che quel luogo dà una straordinaria opportunità  di una rinascita spirituale (forse il vero miracolo di Lourdes).

La scienza davanti al miracolo

Presso il santuario di Lourdes si trova il Bureau des constatations médicales (Ufficio delle constatazioni mediche), costituito nel 1905 da papa Pio X, che opera secondo i criteri definiti nel XVIII secolo dal cardinale Lambertini, futuro papa Benedetto XIV, per i processi di beatificazione.

Tale ufficio, cui sono invitati a partecipare medici di “qualsiasi convinzione religiosa”, esamina i casi di presunte guarigioni miracolose che, successivamente, il Comitato Medico Internazionale di Lourdes può eventualmente definire inspiegabili secondo le attuali conoscenze scientifiche; in seguito, dopo altre valutazioni, la Chiesa cattolica può affermare il carattere “miracoloso” di una guarigione. Attualmente i casi riconosciuti ufficialmente come tali sono 69.

Sandro De Franciscis, dal 2009 presidente del Bureau des constatations médicales di Lourdes ha affermato che in 150 anni sono state riconosciute circa 7 mila guarigioni inspiegate, anche se solo 69 di queste sono state riconosciute dalla Chiesa cattolica come miracoli.

sandro de franciscis

L’ultimo miracolo

Ci sono voluti ventitré anni perché si concludesse il lunghissimo iter di controllo medico scientifico che ha portato al verdetto di guarigione inspiegabile per la 69esima “miracolata” di Lourdes. È un’italiana, viene da Bereguardo, un paesino della provincia pavese. Si chiamava Danila Castelli, ed è morta nel 2016 a 70 anni. Colpita a partire dal 1982 da una serie di dirompenti forme tumorali maligne, sottoposta a nove interventi chirurgici e ad anni di terapie invasive, la signora Castelli si affida alla Madonnina di Lourdes e compie con l’Unitalsi – ormai morente nel 1989 – il classico ultimo viaggio della speranza, soprattutto per affidare alla Vergine la sua anima. A Lourdes, dopo il bagno nelle piscine del Santuario, improvvisamente si sente bene. Sembra di colpo guarita. Cominciano i controlli del Bureau médical che continuano a lungo – 23 anni appunto – a Parigi, in Italia e molte volte a Lourdes, fino alla sentenza medica della Commissione Medica Internazionale di Lourdes che a Parigi decreta “guarigione inspiegabile allo stato attuale delle conoscenze scientifiche”. Il crisma lo appone il Vescovo di Pavia, diocesi di residenza di Danila Castelli, monsignor Giovanni Giudici, che firma il decreto che dichiara il carattere “prodigioso-miracoloso e il valore di segno di questa guarigione”.

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A cura di
Marco Caramagna

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About Giorgio Ferrazzi

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