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Una Diocesi in Cammino – Da Torgnon a Castellazzo

“Rivolgiamo a tutti voi un invito: di partecipare pienamente, lasciandovi coinvolgere in tutti i momenti che condivideremo, dall’intensità della celebrazione eucaristica allo svago del pomeriggio che prevede un’animazione per tutti. Non pensiamo che il gioco sia una cosa banale: anche lo stare insieme in modo informale aiuta ad essere comunità”.
Così Elisabetta Taverna, presidente diocesana dell’Azione cattolica, ha dato il suo benvenuto alla Festa popolare di Torgnon di domenica 27 agosto, ricordando pure che “fermarsi alla nostalgia dei
ricordi o mettere in calendario un appuntamento solo per portare avanti una tradizione significherebbe snaturare questa storia.
Perché è stata scritta da persone capaci di vivere pienamente il presente e guardare avanti progettando il futuro”.
Circa 200 i partecipanti alla Festa di Torgnon, provenienti da Alessandria e da diversi paesi: Frugarolo, Castelceriolo, Castellazzo, Spinetta, Oviglio, Frascaro e Capriata. E proprio i capriatesi
sono stati il gruppo più numeroso. “Martina Poggio, la responsabile
delle attività dei giovani, riesce sempre a coinvolgermi” racconta Annarosa Guassardo, oggi in pensione, che da Capriata ha portato 16 persone. “E’ stata lei a chiedermi di organizzare un pullman per Torgnon. Forse l’età media era un po’ alta, ma l’entusiasmo si sentiva: quando è arrivata l’ora di tornare indietro ho dovuto faticare un po’ per convincere alcune signore che, tra l’ombra dei pini e la vista dei prati, si erano trovate fin troppo bene!
Per me non era la prima esperienza, ero già stata due volte alla ‘Maria Nivis’, e ho bellissimi ricordi”. L’animazione della giornata, pensata per coinvolgere tutti nel clima di festa, è stata curata da alcuni educatori dell’Acr. Tra questi, Marlene Coppola, di Parodi Ligure (ma boschese di adozione), studentessa di giurisprudenza a Genova, in Ac da un anno e mezzo: “Anche se la mia esperienza è ancora all’inizio, ho già vissuto momenti molto intensi, come il pellegrinaggio a Roma per il 150° anniversario. Mi trovo molto bene: appena gli impegni universitari me lo consentono, cerco sempre di ritagliare tempo per l’associazione” spiega Marlene, che aggiunge: “Non ero mai stata alla ‘Maria Nivis’, anche se in tanti me ne avevano parlato. Ma appena arrivata a Torgnon mi sono sentita a casa: mi sono subito innamorata della cappella, così piena di pace”. La Santa Messa è stata celebrata da don Giampaolo Orsini e da fra’ Beppe Giunti: “La pagina del Vangelo di oggi dice che dobbiamo vivere nel presente, perché è nel presente che Dio si incarna” ha ricordato fra Beppe nell’omelia.
“Se noi siamo qui a fare tutte queste cose, ma non abbiamo fatto prima la scelta personale di fede su Gesù, tutto questo sono cianfrusaglie”. “Partirei dalla bellezza delle montagne, perché essere convocati in quel paesaggio è già un invito ad alzare lo sguardo, a farsi le domande vere e profonde della vita” commenta Angelo Teruzzi, responsabile della Consulta delle Aggregazioni laicali, che quest’anno ha voluto far sentire la propria presenza. “Ogni volta che il popolo di Dio si ritrova, rinnova la risposta a questa domanda e testimonia la presenza del Signore. Questa festa indica la permanenza di un popolo che, ritrovandosi, rinforza le relazioni, ne fa nascere di nuove e cerca ulteriori strade per esprimersi”. Strade per esprimersi: come quella di sabato 9 settembre, che porta a Castellazzo per il pellegrinaggio diocesano. “Vedo una connessione profonda tra questa Festa popolare e la giornata di sabato, inizio del nuovo anno pastorale, che porta come titolo: ‘Adoro Te’” spiega Teruzzi. “Se davvero ci si mette di fronte a Dio, si comincia a sentire un desiderio di cambiamento”. L’appuntamento è dunque per sabato 9 settembre al santuario di Castellazzo: la giornata si apre alle 10, con la liturgia penitenziale, seguita, alle 11, dalla Messa con monsignor Gallese. Dopo il pranzo (in oratorio), si riprende alle 14.30 la presentazione della lettera pastorale ed i lavori
di gruppo. Conclusione alle 16.30 con il canto dei vespri.

 

Andrea Antonuccio 

(ha collaborato Eugenio Licata)

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