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Centri estivi uno stile che prosegue – Intervista a Carlotta Testa, direttrice del Servizio per la Pastorale giovanile

Grande festa per i partecipanti ai centri estivi, organizzata e animata dal servizio diocesano di Pastorale giovanile della diocesi di Alessandria. Venerdì 6 luglio, al parco acquatico Lavagello di Castelletto d’Orba, un’intera giornata di divertimento e giochi per oltre 600 bambini provenienti dalle parrocchie della nostra diocesi. Abbiamo chiesto a Carlotta Testa, responsabile della Pastorale Giovanile e Vocazionale, di raccontarci un po’ com’è andata.

Carlotta, quando è nata la festa dei centri estivi?
«La festa dei centri estivi ha una storia di oltre 11 anni e ormai da molto tempo si svolge al parco acquatico del Lavagello. La giornata, curata dal servizio diocesano di Pastorale giovanile, si pone come momento di festa al termine, o quasi, del periodo dei centri estivi, che molte realtà della diocesi vivono come momento “forte” dell’estate».

Qual è lo scopo della festa?
«L’idea nasce dal desiderio di far incontrare gli animatori e tutti i bambini che, in più centri della città, sono impegnati in questo significativo servizio».

I centri estivi sono una bella opportunità di crescita per la nostra diocesi?
«Sicuramente. Diciamo che uno degli elementi fermi della pastorale nelle parrocchie non può che essere il centro estivo. È una grande opportunità d’incontro tra le famiglie, i bambini e gli animatori, che vivono più intensamente il servizio nella loro parrocchia in questo periodo straordinario. Sicuramente è un’ottima occasione di crescita e di opportunità per i ragazzi».

Come la Pastorale giovanile prepara animatori ed educatori ad affrontare questi momenti estivi?
«La Pastorale giovanile da alcuni anni cerca di seguire e accompagnare la formazione degli animatori provenienti dalle diverse parrocchie. Quest’anno in modo più specifico il servizio diocesano di Pastorale giovanile ha accompagnato la formazione degli animatori e degli educatori più grandi con le attività de “La Grammatica del Servizio”, e gli animatori più giovani e inesperti attraverso il corso animatori diocesano, che ha visto impegnate quattro domeniche tra aprile e maggio».

Cosa differenzia un centro estivo normale da un centro estivo cattolico?
«Senza dubbio ci distingue l’appartenenza: apparteniamo alla Chiesa, non intesa in senso strutturale ma in termini di significato, di orizzonte di senso. Ogni servizio nella Chiesa, come anche il centro estivo, è chiamato a evidenziare la nostra appartenenza e il nostro Credo».

Dal punto di vista educativo, per un bambino quanto è importante vivere un’esperienza di questo tipo?
«L’esperienza del centro estivo ha alcuni aspetti particolarmente importanti: prosegue con un’ordinarietà il percorso educativo del bambino, seppur al di fuori della scuola. Inoltre, è un’esperienza di incontro e relazione con l’altro, di approccio alla condivisione del tempo, al gioco, allo svago all’interno di una cornice che, come dicevamo prima, mantiene una chiara connotazione identitaria e dunque anche un suo preciso stile».

Alessandro Venticinque

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