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Omelia del nostro vescovo – «Nella storia dell’uomo Dio è entrato in un modo che non ci piace»

«Carissimi. Ordine e caos. Sono due elementi che fanno parte della vita. Quando ascolti un fisico che ti racconta dell’universo e poi comincia a dirti dove va a finire il nostro universo, finisce poi per dirti delle cose depressive. L’entropia aumenta, quindi aumenta il disordine, l’universo è in espansione, quest’espansione addirittura è in accelerazione. Si va verso il nulla. E quando guardi la società, beh abbiamo la stessa sensazione nella volgata comune: «Eh non sono più i tempi di una volta». Lo stiamo dicendo da migliaia di anni. È la legge dell’entropia, allora vuol dire che anche a livello sociale stiamo peggiorando. Non è vero. La cosa interessante è che nella storia disordinata dell’uomo, Dio è voluto entrare. E la cosa sconcertante è che ci è entrato in un modo che non ci piace. Cioè noi opponiamo all’entropia un concetto do ordine maniacale, ci piace mettere le cose in ordine, farle andare al posto gusto. Perché ci dà la sicurezza, la sicurezza di avere le cose sotto controllo. Il disordine no, ci dà l’insicurezza. Dio però arriva e sembra non aver messo in ordine nulla. È terribile questa cosa. Quando Gesù ha lasciato la scena di questo mondo, la situazione era la seguente: ha raccolto 12 apostoli e la formati per tre anni, il seminario di Gesù durava solo tre anni, dopodiché uscivano direttamente vescovi. Di questi 12 uno è stato quello che lo ha tradito perché fosse ucciso per tortura. Uno è rimasto fedele fin sotto la Croce. Gli altri sono scappati tutti, dispersi. Quel che è peggio è che quello che Gesù aveva scelto per continuare la sua opera l’ha rinnegato. Io penso al povero Pietro che amo, lo ringrazio. Perché se io ho avuto il coraggio di rispondere “sì” al Signore che chiamava, è solo grazie a lui. […] Il fondamento della Chiesa, la roccia, la pietra, Lui, ha rinnegato Gesù. Eppure Gesù risuscita, poi la gente che ha guarito, che lo ha ascoltato, folle incredibile, testimoni di miracoli, guarigioni, tutti dileguati. Erano rimasti solo quelli che dicevano: «Crocifiggilo». Sembra che Gesù alla fine del suo percorso sia stato di nuovo risucchiato dal caos dell’universo degli uomini. È terribile. Invece no, è resuscitato ed è ripartito da quello che lo aveva rinnegato. Capite fratelli e sorelle che bella cosa. C’è speranza per tutti noi. Nessuno di noi non l’ha fatta cosi grossa da dire: «Eh ormai io non ho più speranze». Chi lo fa non ha conosciuto Gesù, perché Gesù è quello che ha speranza, che ha fiducia in te. È quello che ti sta chiamando, che ti sta dicendo: «Ti voglio benne, ti amo, tu per me sei importante, ho dato la vita per te, io credo in te». Se c’è un credente nella nostra Chiesa quello è il capo, Gesù Cristo. Lui crede in noi. E questo vangelo a me piace in un modo. Una sequela di nomi tutti complicati, complessi. Ma quando un po’ sai la storia ci leggi che le genealogia è questa: Gesù è il figlio di dio che si è fatto uomo, dio ha detto di incarnarsi in una storia umana in una genealogia caotica, non perfetta. dove ci sono delle storie straordinarie e ci sono dei grandi peccatori, e ci sono dei re che si sono prostituiti rinnegando Dio e seguendo gli idoli. Dove ci sono profeti come re Davide, che tuttavia è un peccatore. Che bella che è la storia vista con gli occhi di Dio. In questa storia caotica, in questo degradarsi e convertirsi nella genealogia soltanto di Gesù, Dio viene a scrivere e lo fa non nel modo che pensiamo noi. Perché se dopo 2000 anni siamo qua, vuol dire che effettivamente i nostri calcoli dell’entropia qualcosa di sbagliato hanno. Non è stato risucchiato dal disordine dell’umanità, non ha perso. Il Signore Gesù ha vinto, ma in un modo che noi no riusciamo a immaginare e probabilmente nemmeno a capire più di tanto. Gesù ha vinto in un modo diverso è venuto a incarnarsi in questa storia di peccatori, di persone diverse, di persone con tante impostazioni, idee e modi di vivere. Per tutti loro ha dato la vita e tutti è venuta a dare un senso.

[…] Carissimi fratelli e sorelle siamo all’inizio di questo Anno Pastorale, vogliamo veramente chiedere al Signore la grazia di stargli dietro, di fare quello che Lui desidera nella nostra disordinata storia di uomini, con la potenza della Sua grazia. Lui l’unico che riesce a suscitare il bene dal male. Lui l’unico che va contro le leggi dell’entropia. Che la Vergine Maria ci accompagni in questo cammino e ci aiuti a vivere in questo anno con fiducia. Una fiducia che non si basa con quello che vediamo, con i nostri occhi fisici. Ma su quello che vediamo con il nostro cuore, perché vediamo Cristo. E Cristo lo vediamo nei fratelli.
Che il Signore ci accompagni in questa strada.
Sia lodato Gesù Cristo».

Santuario della B.V. della Creta Castellazzo Bormida sabato 8 settembre 2018

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