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Chi vuole essere il primo tra voi… – commento al Vangelo

Dal Vangelo secondo Marco

Commento al Vangelo di Domenica 21 ottobre 2018
XXIV domenica del Tempo Ordinario

Nel vangelo di questa domenica restiamo più volte stupiti dal racconto dell’ambizione dei discepoli del Signore. Giacomo e Giovanni vanno da Gesù e chiedono i primi posti accanto a lui: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra».
I due accennano alla “gloria” di Gesù e vogliono condividerla come se fossero i suoi due primi ministri. Ma non hanno compreso nulla, tanto più che, appena prima di queste parole, Cristo per la terza volta ha annunciato la sua passione: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani, lo derideranno, gli sputeranno addosso, lo flagelleranno e lo uccideranno, e dopo tre giorni risorgerà».

Gesù ha appena annunciato tutte le umiliazioni e i maltrattamenti che subirà, e due dei suoi amici più intimi chiedono posti di onore! Quale contrasto!
Con le sue parole il Signore mette in guardia anche noi da questo pericolo: sappiamo benissimo che Gesù, il nostro Maestro, ha dato la sua vita per amore e ci insegna a fare altrettanto, ma noi rischiamo di proseguire indifferenti per la nostra strada, cerchiamo privilegi, piccoli vantaggi, soddisfazioni personali, siamo ambiziosi ed essere considerati importanti ci fa proprio piacere.
Gesù risponde poi ai due apostoli mettendo una condizione: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». L’espressione “bere il calice” ci riporta alla passione di Gesù, che nell’orto degli ulivi chiede al Padre di allontanare da lui questo calice, se possibile; ma poi si rimette alla volontà di Dio e accetta la sua missione.

Il battesimo di Gesù è un battesimo di sangue, al quale, rivela, anche gli apostoli saranno associati con il loro martirio. Essi hanno chiesto di essere con lui nella gloria e davvero lo saranno, ma in una prospettiva del tutto diversa! Gesù fa capire loro che la cosa importante è essere vicini a lui nell’amore, nel dono della vita, nella generosità. Tutto il resto non conta. Il posto alla sua destra o la sua sinistra, gli onori, sono una cosa secondaria: la cosa più importante è essere con lui e vivere nell’amore generoso e nel servizio.
Il vangelo riferisce che gli altri apostoli «avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni». Ma per quale motivo? Perché non sono d’accordo con i due e con la loro ambizione, o perché anche loro hanno gli stessi desideri?

Questo capita gli uomini. Ci sdegniamo molto per ciò che fanno gli altri, ma quale il motivo? Perché non condividiamo oppure perché vorremmo avere noi i loro privilegi? Vorremmo forse essere al loro posto… Gesù allora chiama a sé tutti gli apostoli e dà loro un insegnamento importante: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono». Così va avanti il mondo: c’è chi riesce a imporsi sugli altri e ad occupare i posti di comando.

«Tra voi però non è così», dice Gesù ai suoi discepoli e oggi a noi. Per gli amici del Signore vale il contrario della mentalità del mondo. Gesù capovolge la prospettiva: «Chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti». Il Maestro spiega così in che cosa consista la vera grandezza, il vero valore agli occhi di Dio. La vera grandezza non sta nell’opprimere gli altri con ambizione e potere, ma piuttosto nel servirli, nel mettersi a disposizione dei fratelli per aiutarli a vivere una vita degna dell’uomo. Questo è ciò che era veramente piace a Dio e che corrisponde al modo di vivere di Gesù stesso. Se vogliamo essere con Gesù, suoi discepoli, dobbiamo anche noi imparare a metterci al servizio degli altri, ciascuno secondo le proprie capacità e la sua condizione di vita.

A cura di don Stefano Tessaglia

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