«Per la nostra comunità chiedo alla Madonna il dono dell’unità»: intervista a don Emanuele Rossi, moderatore dell’unità pastorale Bormida

«Faremo tre incontri di preghiera comunitaria ai piedi di Maria»

L’appuntamento che ha sancito l’apertura ufficiale della Peregrinatio Mariae organizzata per gli 850 anni della nostra Diocesi ha avuto luogo sabato 11 gennaio alle ore 18, con l’arrivo del Venerando Simulacro e la Santa Messa Solenne a Santa Maria della Corte (Castellazzo Bormida). L’Immagine, copia della statua della Madonna della Salve, visiterà tutte le chiese dell’unità pastorale Bormida, per approdare nell’unità pastorale Sette Chiese dal 1° febbraio.

Abbiamo chiesto a don Emanuele Rossi, moderatore della unità pastorale Bormida, la prima ad accogliere l’Immagine in Diocesi, di raccontarci com’è andata.

Don Emanuele, che cosa è successo sabato 11 gennaio?

«Mi sembra importante ricordare che la Madonna Addolorata è la patrona di Castellazzo, quindi è un po’ come se la Salve fosse tornata a casa sua. Per noi è una consuetudine avere questa devozione mariana, perché Castellazzo esiste da 300 anni prima di Cristo, mentre Alessandria è nata 1.400 anni dopo: nel momento in cui la Madonna è stata presa come patrona di Alessandria, la devozione all’Addolorata a Castellazzo esisteva già da tempo. La devozione alla Madonna da noi è ancora molto sentita dalle persone che frequentano la parrocchia, ma anche da chi non frequenta: l’Addolorata è la patrona del paese, quindi tutto il mese di settembre è organizzato attorno alle festa in cui la si celebra, il 15 settembre. Tornando a sabato 11 gennaio, la copia della statua è arrivata nel pomeriggio: prima della celebrazione, seguendo le indicazioni diocesane, abbiamo organizzato il rito dell’accoglienza della Salve con la presenza del nostro Vescovo: è stato un bel momento di raccoglimento, perché il monsignor Gallese ha proprio accompagnato la statua all’interno della chiesa e abbiamo pregato attorno a lei per circa un’ora. Abbiamo poi celebrato la Messa con la presenza delle autorità del paese».

E adesso che la Madonna è qui, che cos’è che succede? Durante il periodo in cui girerà nella vostra unità pastorale, che appuntamenti ci sono?

«Abbiamo organizzato, per i 20 giorni in cui starà da noi, delle celebrazioni concentrate nel fine settimana, perché solitamente la gente si raduna nei weekend. In settimana abbiamo tre appuntamenti, tre incontri serali di preghiera dal titolo “Preghiera comunitaria… ai piedi di Maria” organizzati dal Rinnovamento nello Spirito Santo nella parrocchia di Santa Maria della Corte a Castellazzo martedì 14, 21 e 28 gennaio. Saranno presenti i sacerdoti per le confessioni, e chi non potrà esserci di persona ha la possibilità di seguirli su Radio San Paolo della Croce (fm 87.800). La statua della Madonna visiterà poi nel corso di questi venti giorni tutte le parrocchie dell’unità».

Tu segui sempre il Venerando Simulacro in tutti i suoi spostamenti?

«Non sempre, perché siamo quattro co-parroci, per cui ci alterniamo».

Per chi volesse partecipare a questi appuntamenti ed essere informato sul programma, che strumenti ci sono?

«Tutti gli eventi e le locandine degli appuntamenti si trovano in un apposito spazio sul sito della Diocesi (diocesialessandria.it/giubileo850/)».

Come sono coinvolti i giovani nella Peregrinatio Mariæ?

«I ragazzi li abbiamo coinvolti sul piano dell’organizzazione pratico-logistica, per trasportare e spostare il Simulacro, per esempio. Come unità pastorale, per i giovani stiamo facendo un percorso di avvicinamento al Giubileo dei giovani che si terrà a Roma ad agosto. In generale, da noi i giovani sono molto attivi sul piano organizzativo in due momenti mariani “forti” della nostra unità pastorale, ovvero il raduno dei centauri a luglio e la terza domenica di settembre con la festa patronale dell’Addolorata. La devozione mariana non è la prima proposta che le nostre parrocchie fanno, ci concentriamo di più sul valore della domenica».

Tu, personalmente, che cosa chiedi alla Madonna della Salve che è venuta nella tua unità pastorale?

«Nel Vangelo di Marco, capitolo 1, Gesù dice ai suoi discepoli: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». Io chiedo questo alla Madonna, di aiutarmi a portare avanti proprio questo, che è la missione di noi sacerdoti. Chiedo di poter portare una notizia che possa far del bene alla gente, non tanto perché le persone siano “pescate”, ma perché siano illuminate e possano scoprire che Dio è già presente nella loro vita. Ecco, questa è la cosa che chiedo».

E per la tua unità pastorale hai qualche richiesta particolare?

«Chiedo proprio il dono dell’unità, perché intanto è l’unica cosa per la quale Gesù prega durante l’ultima cena, ed è ciò che attira di più i giovani. Intanto, per dare un primo segnale tangibile e concreto di unità abbiamo il coro zonale dell’unità pastorale, “Insieme è più bello”, che segue tutte le celebrazioni del simulacro della Salve».

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