Il secondo incontro della Consulta diocesana per la famiglia e la vita tenutosi venerdì 27 febbraio è stato l’occasione per condividere ciò che è emerso dalle risposte al questionario inviato ai moderatori e ai rappresentanti per la famiglia di diversi movimenti e associazioni della diocesi e per approfondire ulteriormente, insieme ai presenti, riflessioni e valutazioni rispetto al tema della pastorale familiare. Lo scopo di queste riflessioni è stato quello di fare emergere ciò che si vive positivamente nella propria realtà rispetto alle famiglie ciò che è urgente per la loro vita e per il loro cammino di fede.
Si è iniziato come sempre nella preghiera comunitaria meditando il brano del Vangelo del giorno, (Mt 5,20-26) che ha richiamato l’importanza nella comunità della riconciliazione e del rispetto verso i propri fratelli, chiedendo la grazia allo Spirito Santo di aiutarci ad accordare i cuori gli uni verso gli altri, in famiglia così come nella nostra chiesa.
Dalla letture delle prime risposte ricevute del questionario inviato negli scorsi mesi, si è aperta quindi una lunga condivisione che ha permesso di evidenziare alcune priorità riscontrate che possiamo sintetizzare con alcune parole chiave.
ASCOLTO/ACCOGLIENZA
È sempre più stringente l’esigenza delle persone e delle famiglie di essere ascoltate senza giudizio, di essere accolte e di trovare luoghi dove poter dialogare e confrontarsi.
L’esigenza di questo ascolto diventa anche accompagnamento e supporto in particolare delle coppie, sia quelle che si preparano al sacramento del Matrimonio che a quelle più “mature”, che nella vita frenetica di tutti i giorni spesso non hanno il tempo, la possibilità o la capacità di ascoltarsi reciprocamente.
VICINANZA/PROSSIMITÀ
In una società individualistica spesso indifferente, emerge la necessità di farsi prossimi soprattutto nelle situazioni di difficoltà come le problematiche di salute, lavoro, sofferenze e soprattutto nell’accompagnamento delle situazioni di lutto, dove l’esserci come comunità di fede può riaccendere la speranza nella vita eterna a chi piange i propri cari; una vicinanza che si può costruire in relazioni di tipo domestico/familiare e sostegno con una rete che possa essere di supporto (volontari ma anche professionisti).
COMUNITÀ
Spesso nelle coppie di oggi, come nelle famiglie, non si vive la dimensione comunitaria, perché non ne è stata fatta l’esperienza, ma anche lo stare insieme deve avere uno scopo comune, riunirsi nel nome di Gesù, nostro maestro e Signore e ascoltare l’annuncio del vangelo che riempie di senso proprio l’incontrarsi e la vita di ciascuno.
È importante aiutare le famiglie a vivere la fede nel quotidiano incoraggiandole a vivere nella propria casa dei momenti di preghiera e lettura della Parola che possono riempire il cuore e aiutare ad affrontare le difficoltà di tutti i giorni, sapendo che Lui è con noi sempre, “tutti i giorni fino alla fine del mondo” (Matteo 28,20).
Don Luciano Lombardi ha portato la testimonianza dell’esperienza dell’Unità Pastorale Lungotanaro nella quale si sta vivendo questa dimensione comunitaria nell’annuncio alle famiglie attraverso il coinvolgimento di genitori insieme ai figli, attraverso testimonianze di fede e la catechesi; altre proposte simili di coinvolgimento delle famiglie stanno emergendo in altre zone pastorali come, ad esempio, in Fraschetta M.go, come ricordato da don Mauro Bruiscaini.
Il tema della prossimità e della riconciliazione è stato affrontato proprio il giorno successivo nel corso dell’inaugurazione del nuovo Anno giudiziario del Tribunale Ecclesiastico Diocesano di Alessandria, attraverso la prolusione della prof.ssa Ilaria Zuanazzi, intervenuta sul tema “Favor conciliationis” e processo canonico di nullità del matrimonio” nella quale ci ha colpito una frase in particolare: “non si può essere in comunione autentica con Dio se non si è disponibili a cercare la conciliazione e la concordia nei rapporti con gli altri” richiamando proprio il Vangelo della sera precedente (Mt 5,23-24).
Inoltre, in continuità con le riflessioni emerse durante l’incontro della Consulta sono state evidenziate alcune urgenze riguardanti l’importanza dell’accompagnamento dei fidanzati al Sacramento del Matrimonio e della necessità di offrire loro e a tutte le coppie in generale (anche più mature) delle proposte comunitarie che le aiutino nel cammino a prendersi cura della loro relazione, aiutati sempre dalla grazia del Signore.
Ringraziamo S.E. Mons Guido Gallese per la sua partecipazione e l’accompagnamento di questo progetto, coloro che hanno partecipato all’incontro e a chi ha contribuito ad arricchire le riflessioni attraverso la condivisione delle risposte al questionario.
In questi incontri abbiamo iniziato a vedere quanta ricchezza lo Spirito Santo ha donato alla nostra comunità diocesana e siamo convinti che ne potremo scoprire ancora nelle realtà vicine a noi, motivo che ci spinge a promuovere la Consulta per la famiglia e la vita, facendo nostre le parole di San Paolo:
Rendo grazie continuamente al mio Dio per voi, a motivo della grazia di Dio che vi è stata data in Cristo Gesù, perché in lui siete stati arricchiti di tutti i doni, quelli della parola e quelli della conoscenza. La testimonianza di Cristo si è stabilita tra voi così saldamente che non manca più alcun carisma a voi, che aspettate la manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo. (1Cor 1,4-7)
Per avere una visione più completa della realtà della famiglia del nostro territorio invitiamo nuovamente i rappresentanti delle comunità e associazioni locali a inviare i loro feedback all’ufficio famiglia rispondendo alle domande del questionario precedentemente.
Ricordiamo che il prossimo appuntamento della Consulta, che si punterà alla progettazione concreta di alcune proposte, si terrà venerdì 10 aprile 2026 – Ore 21 al Collegio Santa Chiara.
L’Ufficio famiglia diocesano
Uff.famiglia@diocesialessandria.it
Larives Bellora
Diego Lumia
Don Luciano Lombardi
La Voce Alessandrina Settimanale della Diocesi di Alessandria
