Betania, dove l’amicizia diventa vita

Domenica 22 una giornata “in famiglia”: «Per vivere un tempo di fraternità, insieme»

Intervista a Diego e Larives, responsabili dell’ufficio diocesano per la famiglia

 

Domenica 22 marzo, al Cuore Immacolato di Maria (via Monteverde 2, Alessandria), l’ufficio per la famiglia della Diocesi propone la giornata diocesana “in famiglia” dal titolo “Betania, dove l’amicizia diventa vita”. Abbiamo chiesto a Diego Lumia e Larives Bellora, responsabili dell’ufficio famiglia, di raccontarci di più.

Larives, di quale “Betania” stiamo parlando?

Larives: «Stiamo parlando di Betania, dove risiedevano gli amici di Gesù: Maria, Marta e Lazzaro. Dove Gesù ritrovava un clima familiare, trovava degli amici con cui condividere il tempo e la vita: uno degli aspetti meno esplorati forse del Vangelo. Secondo noi il tema dell’amicizia è alla base delle relazioni, perché dove c’è amicizia è lì che ci si sente a casa. Un luogo dove puoi vivere quello che sei, senza doverti nascondere o dover apparire diverso. È l’idea di questa giornata in cui chiunque desidera partecipare può vivere un clima di amicizia e accoglienza».

C’è scritto “in famiglia”: solo chi è sposato può venire?

«Assolutamente no, è pensato anche per chi la famiglia non ce l’ha, o non riesce a vivere questo clima familiare nelle sue relazioni».

Veniamo a te, Diego. Cosa vuol dire che l’amicizia diventa vita?

Diego: «Ci siamo basati prima di tutto sul Vangelo del 22 marzo, quello della risurrezione di Lazzaro. Stiamo sperimentando di come la vicinanza alle persone può veramente cambiare e dare speranza nel cuore di tanti. L’abbiamo visto a livello personale, ma anche ogni volta che cerchiamo di essere presenti nei momenti di difficoltà. Quella piccola vicinanza genera veramente vita ed è capace di far rialzare le persone. Vogliamo lasciare anche questo messaggio: vivere in una comunità in cui non ci siano servizi da fare o etichette, ma ci si sente accolti e si ritrova la gioia di stare insieme. E, ovviamente, per noi è lo stare insieme nel nome di Gesù. Quando ci incontriamo nel Suo nome è la Sua stessa grazia poi che interviene. Infatti, vogliamo dedicare anche un tempo per pregare per coloro che dentro di sé stanno sperimentando una sofferenza, un lutto, e insieme vogliamo chiedere al Signore che lo trasformi in vita. Siamo certi di questo, perché quando ci riuniamo nel Suo nome Dio è presente, ed è presente anche nelle nostre realtà, solo che tante volte non lo invochiamo».

L’amicizia cristiana che differenza porta rispetto all’amicizia “normale”?

L: «Nasce prima di tutto da un’amicizia di ogni singola persona con Gesù. Perché nello stare insieme, non trasmettiamo solo noi stessi ma, forti dell’amore di Gesù che abbiamo ricevuto nel cuore, possiamo donarlo. Quindi è proprio un’amicizia che ha Lui al centro ed è la forza per poterci dedicare agli altri. Noi da soli non ce la faremmo. Ed è un’amicizia, quella nel nome di Gesù, che si consolida proprio nel momento in cui ci troviamo insieme».

Che cosa succederà il 22 marzo?

D: «Inizieremo con una testimonianza di Isa Zanotto. La presenza di Isa nel nostro ufficio è stata una grande ricchezza, perché lei si occupa da tantissimi anni dell’accoglienza delle persone in difficoltà attraverso l’associazione “Famiglie per l’accoglienza”, e in maniera particolare anche in questo periodo in cui è rimasta vedova: chi entra in casa sua veramente ritrova la vita. Per noi la sua testimonianza è importante, perché anche chi è solo può dare tanto, può essere famiglia per gli altri».

A seguire?

D: «Vivremo un tempo di affidamento al Signore anche di tutte le nostre difficoltà, mentre nel pomeriggio avremo il pranzo. Invece, nel pomeriggio ci dedicheremo a riscoprire l’esortazione apostolica “Amoris Laetitia”, a 10 anni dalla sua pubblicazione, attraverso due testimoni: i coniugi Claudio Gentili e Laura Viscardi, ovvero i fondatori dei “Percorsi di Betania” che si prendono cura della coppia. In più, sono due figure importanti anche a livello nazionale della pastorale familiare. Abbiamo chiesto loro di raccontarci che cosa è avvenuto in questi anni, quali sono stati i cambiamenti e quali sono ancora le potenzialità della “Amoris Laetitia” a livello pastorale. Tra l’altro, essendo loro i fondatori dei percorsi, inizieranno a darci qualche assaggio di questo progetto che è presente in varie parti d’Italia e che inizieremo a pregustare il 9 e 10 maggio a Castelspina, vivendo un incontro specifico per le coppie. La giornata del 22 si concluderà con la Santa Messa celebrata dal Vescovo, alle 17.30, sempre al Cuore Immacolato».

Larives, che cosa accadrà il 9 e 10 maggio?

L: «Sarà un weekend dedicato alle coppie, sia sposate sia conviventi, che desiderano ritagliarsi un momento per vivere e approfondire la loro relazione. Ma anche per vivere alcune dinamiche che consentano di superare piccole difficoltà che stanno vivendo. Ci sarà la possibilità di portare i bambini, è previsto un servizio per la loro accoglienza. Si tratta di un weekend intero, in cui Laura Viscardi e Claudio Gentili ci accompagneranno, sempre partendo dalla Parola di Dio, a vivere delle dinamiche di relazione e, anche attraverso dei laboratori, ci aiuteranno a sperimentare questo loro metodo».

Da qui nascerà un Percorso di Betania?

L: «Da qui, speriamo ad Alessandria, di poter portare i percorsi di Betania, che consistono in quattro weekend a distanza di uno o due mesi l’uno dall’altro, in cui ogni volta si sperimenterà un aspetto della vita di relazione nella coppia. Un’occasione anche per parlarsi e raccontarsi ciò che magari non si dice nella vita quotidiana perché si è presi da mille cose. I percorsi aiuteranno le coppie a trovare delle soluzioni, chiamate “smart”, per superare le difficoltà della quotidianità. Noi abbiamo sperimentato questo metodo al corso di Alta formazione a La Thuile, e ha cambiato veramente il nostro modo di relazionarci».

In che modo?

L: «Questo metodo aiuta a chiarire diversi aspetti della propria personalità e quella del proprio coniuge, migliorando il dialogo, per aprirsi e raccontarsi. Si scoprono molte cose anche di sé stessi: può anche aprire ferite che si tengono nascoste, ma aiuta la verità nella relazione e aiuta a essere veri. Anche in famiglia».

Qual è la difficoltà più nascosta, ma più pericolosa, in una relazione?

D: «Proprio la difficoltà di non darsi tempo, di essere fagocitati da tante attività e distrazioni. Non potersi parlare e non conoscersi, con il rischio di vivere, a volte, nello stesso luogo come due coinquilini. Invece, questo metodo aiuta a conoscerci più in profondità e, attraverso la preghiera e la Parola, ad accettare i nostri limiti, prima ancora di vederli. È un aspetto che fa riferimento alla “Amoris Laetitia”: papa Francesco diceva che in una coppia si pretende che l’altro sopperisca a tutto, ai bisogni e alle difficoltà. Ma questo non può succedere, perché siamo entrambi fragili, mancanti di qualcosa. Allora si corre il rischio di idealizzare troppo l’altra persona, pretendere e poi rimanere delusi. Il Percorso ci ha fatto accettare le nostre mancanze e le nostre fragilità, che solo Dio può colmare. Siamo due persone incomplete, che insieme hanno bisogno di farsi completare dall’amore di Dio».

Un invito da entrambi per l’incontro di domenica 22 marzo.

D: «Invitiamo tutti coloro che vogliono trascorrere una giornata in famiglia, in maniera anche distensiva e serena. Per vivere un tempo di fraternità, dialogo, amicizia e festa».

L: «Vi invitiamo a passare questa giornata in amicizia e fraternità, perché conoscere nuove persone e nuove realtà è sempre un grande arricchimento. Per tutti».

Andrea Antonuccio

Check Also

Il coraggio della risposta: riprendere il timone. Manuale pratico di imperfezione, di Enzo Governale

Quando smettiamo di cercare colpevoli fuori di noi, ritroviamo il potere di agire sulla nostra …

Sahifa Theme License is not validated, Go to the theme options page to validate the license, You need a single license for each domain name.