Perdersi il meglio della vita cristiana – L’editoriale di Andrea Antonuccio

Care lettrici,

cari lettori,

apriamo questo numero con l’intervista a Diego Lumia e Larives Bellora, marito e moglie, che i lettori di Voce conoscono molto bene. Sono due persone responsabili: in primis, della loro bella famiglia (che comprende anche due figli, Pietro e Miriam); e, subito dopo, dell’ufficio per la famiglia della nostra diocesi. Su Voce raccontano come si svolgerà la giornata di domenica 22 marzo, dedicata proprio alla famiglia e intitolata “Betania, dove l’amicizia diventa vita”. «Stiamo sperimentando di come la vicinanza alle persone può veramente cambiare e dare speranza nel cuore di tanti» dicono Diego e Larives. Che aggiungono: «L’abbiamo visto a livello personale, ma anche ogni volta che cerchiamo di essere presenti nei momenti di difficoltà. Quella piccola vicinanza genera veramente vita ed è capace di far rialzare le persone». Far rialzare le persone: c’è qualcosa di più bello (e importante) di questo, nel compito di un ufficio pastorale che possa definirsi veramente tale?

Oppure è preferibile scassare le orecchie (mi sto trattenendo…) di chi abbiamo di fronte con qualche iniziativa socio-politico-culturale (ho in mente qualche esempio) che di cristiano ha solo l’etichetta e serve quasi esclusivamente a gonfiare l’ego di chi la organizza? Condivido con voi questa (agra) riflessione dopo aver letto le parole pronunciate da papa Leone nell’Udienza del mercoledì in piazza San Pietro  in merito al popolo di Dio: «Quanti ne fanno parte non vantano meriti o titoli, ma solo il dono di essere, in Cristo e per mezzo di Lui, figlie e figli di Dio! Prima di qualunque compito o funzione, ciò che conta davvero nella Chiesa è l’essere innestati in Cristo, essere per grazia figli di Dio. […] Questo è anche l’unico titolo onorifico che dovremmo ricercare come cristiani».

Diego e Larives li conosco bene, ormai: non cercano riconoscimenti personali, ma desiderano semplicemente servire il Signore e il suo popolo. Non sono gli unici in diocesi, va detto… Mi auguro che il loro modo di vivere le responsabilità contagi anche certi personaggi che, al contrario, “indossano” gli incarichi della Chiesa locale come fossero medaglie. Non sanno che così, purtroppo, si perdono il meglio della vita cristiana.

Andrea Antonuccio – direttore@lavocealessandrina.it

 

 

 

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