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L’animatore deve approcciarsi sempre con umiltà

PASTORALE GIOVANILE E VOCAZIONALE

«Alla festa diocesana dei centri estivi si assapora l’essere Chiesa»

Con la chiusura delle scuole, in questi mesi estivi entrano nel vivo i centri estivi organizzati dalle parrocchie della nostra diocesi. Chiediamo a Carlotta Testa, direttrice dell’Ufficio di Pastorale giovanile e vocazionale diocesano, di raccontarci le sue sensazioni a riguardo, anche in vista della festa diocesana dei centri estivi di venerdì 28 giugno al Parco acquatico “Lavagello”, a Castelletto d’Orba (AL).

Carlotta, come è andato il corso animatori di quest’anno?
«Il corso animatori di quest’anno è stato affidato a “Creativ”, una cooperativa esperta in formazione. Il desiderio era quello di alzare ulteriormente il livello di formazione per i giovani partecipanti. Al termine del corso possiamo ritenerci soddisfatti: gli iscritti erano 90 e il riscontro dei ragazzi è stato positivo».

Corso animatori 2019

Vedi qualche miglioramento negli oratori della nostra diocesi?
«Possiamo dire che le attività estive sono sempre un punto fermo nella vita dell’oratorio. Il che è un dato positivo e confortante. Certamente bisogna accompagnare gli oratori affinché non manchi la vita ordinaria: le proposte per le varie fasce di età a partire in particolare dal post-cresima, che è uno dei momenti “dolenti” in termini di presenza nella vita cristiana dei ragazzi».

I centri estivi sono ancora una realtà educativa o sono solo un “parcheggio”?
«Questo è un rischio grande che stiamo correndo, ma per fortuna ci sono molte realtà in cui si fa particolare attenzione alla proposta cristiana ed educativa dl centro estivo. Questo consente di non cadere nella trappola di un semplice “babysitting”, altrettanto valido ma chenon ha nulla a che vedere con i nostri centri estivi».

Parliamo della figura dell’animatore: come si deve “approcciare” a un centro estivo?
«Un buon animatore deve approcciarsi prima di tutto con umiltà, e mai con la convinzione di sapere tutto. Un altro aspetto importantissimo a mio avviso è il vivere il centro estivo come un tempo con i bambini, dunque non soltanto un servizio di vigilanza e attività, ma un tempo proficuo di relazione con i più giovani».

Carlotta Testa

L’estate è un momento di riposo, ma non per le comunità…
«Senza dubbio. Mentre per la maggior parte delle persone l’estate è un momento di riposo, possiamo dire invece che per i sacerdoti e le comunità è un periodo di ulteriore servizio. Questo aspetto racconta in fondo la cura con cui tante comunità, nonostante le difficoltà organizzative e pratiche, curano con grande attenzione la proposta dei centri estivi. Cercando di andare incontro il più possibile alle esigenze delle famiglie».

Anche quest’estate ci sarà la festa dei centri estivi a Lavagello.
«Siamo ormai al nono anno di festa diocesana dei centri estivi. Si tratta di un momento di gioia e di divertimento, ma soprattutto di incontro tra i gruppi e tutti i centri estivi diocesani che quindi assaporano l’essere Chiesa».

Ci si può ancora iscrivere?
«Assolutamente sì. Per le iscrizioni è possibile mandare una mail a giovani@diocesialessandria.it fino a lunedì 24 giugno».

Alessandro Venticinque

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