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In ascolto della Parola

Apokálypsis Now – Ritorno al presente

Sabato scorso lo spettacolo sull’Apocalisse. Ma non finisce qui…

Sabato 26 ottobre, nella parrocchia di Santa Maria del Carmine ad Alessandria, uno “spettacolo” particolare ha stupito e catturato i molti presenti in chiesa. Stiamo parlando di “Apokálypsis Now – Ritorno al presente”, una rappresentazione dell’Apocalisse in immagini, musica e parole, con il commento del nostro vescovo, monsignor Guido Gallese. Partiamo da lui, allora.

Eccellenza, come è andata sabato sera?
«A mio parere molto bene, anche se per me è difficile valutarlo perché ero preso dalla parte che dovevo fare. Non sono riuscito a mettermi in modalità di godimento, ma ero in quella di servizio. Nonostante tutto, nei momenti in cui cercavo un po’ di vedere e ascoltare le cose da dietro le quinte, l’ho trovato delizioso».

La chiesa del Carmine era piena: il tema interessa.
«Certo che il tema interessa. Io me ne sono accorto facendo il Discernimento comunitario: la gente ha apprezzato tantissimo l’Apocalisse. Un libro che non finisce mai, e più lo leggi e più lo capisci. Io, per esempio, il giorno dello spettacolo ho scoperto il parallelismo, che fino a quel momento non avevo notato, tra il settenario delle trombe e quello dei flagelli. I richiami interni all’Apocalisse sono così tanti che non si possono immaginare. Ci sono passaggi teologici e letterari straordinari»

Monsignor Gallese, vescovo di Alessandria

Non solo parole, ma anche musica. Quella dell’Ensemble “Oltremusica”, un quartetto d’archi formato da due violini (Giorgio Pertusi e Diana Tizzani), un violoncello (Pierluigi Moro) e una viola. Suonata, quest’ultima, da don Emanuele Rossi.

Don Emanuele, come è andata sabato scorso dal punto di vista musicale?
«Dal punto di vista dell’esecuzione è andato tutto bene. La sinergia con la voce “narrante” di Gian Maria Ravetti, le parole del vescovo e il commento musicale hanno creato un modo nuovo di leggere e ascoltare la Parola di Dio».

Come avete preparato questo spettacolo?
«L’idea è nata dal vescovo, che ci ha chiesto di considerare alcuni brani dell’Apocalisse particolarmente significativi per descrivere la pregnanza dell’ultimo libro della Bibbia. Ci siamo ritrovati verso fine agosto cercando di identificare alcuni brani musicali, del repertorio classico, che sottolineassero i diversi aspetti».

Farete il bis?
«Credo proprio di sì, anche se non abbiamo ancora identificato quando. Non abbiamo ancora le date precise, ma state certi che ritorneremo!».

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