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Santa Montagna, proposta di vita cristiana

Intervista a padre Lorenzo Maria Tarletti

«Questa è davvero un’opportunità per tutti». Così padre Lorenzo Maria Tarletti, parroco a Spinetta Marengo, Castelceriolo e Litta Parodi, inizia a raccontarci la nascita della nuova associazione laicale “Santa Montagna”. Un gruppo di 35 laici che, con l’ausilio del Vescovo Guido, domenica 4 ottobre ha iniziato un percorso nuovo, guidato dalla comunità formata da padre Lorenzo, padre Giorgio e padre Daniele, improntato allo stile francescano.

Padre Lorenzo, il 29 giugno di quest’anno il Vescovo ha riconosciuto ad experimentum l’associazione privata di fedeli “Santa Montagna”, con la quale vi state preparando ad accompagnare un gruppo di laici in un nuovo cammino diocesano. Intanto partiamo dal nome…
«Molti si chiedono come mai l’abbiamo chiamata “Santa Montagna”, se qui siamo in pianura (sorride). Il perché è molto semplice: la montagna è il luogo privilegiato di incontro con Dio. Il Sinai, il Golgota, il Calvario, la Verna per San Francesco… è lì che si crea uno spazio di incontro con il Signore, ma per arrivarci si deve fare un cammino, e in questo ci affidiamo alla Madonna. Infatti la nostra comunità è legata a un’immagine di Maria denominata proprio “Madonna della Santa Montagna”. Tutto questo ci permette di poter fare delle proposte soprattutto nel mondo laicale, che a volte è un po’ dimenticato. Questo messaggio va a loro perché possano trovare, attraverso il Vangelo e la condivisione, la possibilità di dare un’identità chiara alla loro vita di cristiani».

Domenica 4 ottobre c’è stato il primo passo dell’associazione.
«Un passo molto importante, anche grazie a Sua Eccellenza monsignor Gallese che ha riconosciuto lo statuto di questa associazione laicale che si affianca alla nostra esperienza religiosa. Non siamo un gruppo di élite, tutt’altro… Vogliamo metterci a servizio delle tre comunità di Spinetta, Castelceriolo e Litta, con proposte e percorsi. Ci rifaremo alla vita delle prime comunità cristiane attraverso la scrittura. Faremo questo parallelo tra le fonti delle comunità cristiane e le fonti francescane e cappuccine, per capire meglio la figura di San Francesco: un uomo che ha saputo indirizzare molti laici a entrare in maniera “familiare” nella Parola di Dio».

Oggi i laici associati sono 35. Non sono pochi… come avete fatto?
«Anche questa è un’altra benedizione del Cielo. Alcuni componenti fanno parte delle nostre tre parrocchie. Altri, invece, hanno chiesto di partecipare dopo la nostra presentazione. È una realtà aperta a tutti, anche a chi è di un’altra parrocchia ma ha il desiderio di fare un percorso più delineato. Per quanto riguarda le età, direi che siamo ben distribuiti: dai ragazzi sotto i 30 anni fino a quelli più adulti, anche oltre i 70 anni. In questo anno di cammino saremo anche accompagnati da alcuni sacerdoti della diocesi che ci daranno una mano come relatori. Insomma, è davvero un’opportunità per tutti».

Cosa fare per saperne di più?
«Potete chiedere a noi frati, così valutiamo insieme desideri e aspettative. Ci trovate alle Messe nelle parrocchie di Spinetta Marengo e Litta Parodi al sabato alle 18, e a Castelceriolo, nella chiesa della confraternita di San Rocco, sempre sabato ma alle 17. Non siamo un’aggregazione come tante altre, in cui basta avere la tessera per essere iscritti. C’è di più, bisogna sicuramente mettersi in gioco come cristiani, cercando di maturare un carisma che noi stiamo proponendo. Il lavoro che faremo insieme, come fratelli religiosi e laici, sarà quello di presentare una nuova forma di evangelizzazione. Proprio come l’intendeva San Giovanni Paolo II: un annuncio fatto non tanto a persone che non conoscono Cristo, ma proprio un’evangelizzazione là dove si è perso un po’ lo “smalto” del Vangelo».

Per un laico qual è il punto più difficile da vivere della vita cristiana?
«Noi pensiamo che sia principalmente un discorso d’identità personale. Dal momento in cui non ci sentiamo più figli di Dio, tutti gli aspetti della nostra vita vanno un po’ in difficoltà. Allora diventa fondamentale ricreare questa relazione con Dio, riscoprendosi felicemente figli e piacevolmente impegnati in un mondo che ti dice tante altre cose, oltre a quelle che si possono trovare nel Vangelo».

Voi cosa ci guadagnate, umanamente e cristianamente, dal rapporto con questi laici?
«Tanta gioia e tanta felicità, perché riusciamo a capire che c’è ancora spazio per la Parola di Dio e per quello che può fare nell’uomo. E poi per quanto di bello l’uomo può ancora vivere in un cammino di fede».

Ma la Parola di Dio è sufficiente?
«Ci sono dei santi che hanno vissuto solo di questo, e hanno insegnato come questo può essere sufficiente. È chiaro che ci vuole una buona volontà per poter dire che la Parola basta, ma la fede può veramente fare quello che a noi manca».

Quando sarà il vostro prossimo incontro?
«Ci ritroveremo domenica 25 ottobre alle 15 nell’oratorio di Spinetta Marengo. In questa occasione lavoreremo appunto sulla prima comunità cristiana».

Padre Lorenzo, in tutto questo non sei da solo…
«No, siamo felicemente in tre: oltre a me ci sono padre Giorgio e padre Daniele Giuseppe, che sono anche fratelli di sangue. Da un anno in comunità con noi c’è anche Rocco, un laico che durante la giornata lavora ma fa vita comune con noi. Anche questa è una delle “particolarità” possibili con l’associazione della “Santa Montagna”: i laici che hanno il desiderio di condividere totalmente la loro esperienza lo possono fare con noi».

Andrea Antonuccio

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