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Sotto il segno della Croce Rossa

Martedì di Quaresima 2023

Il titolo scelto per il primo dei tre Martedì di Quaresima 2023 (promossi dalla Diocesi in collaborazione con il Centro di cultura dell’Università Cattolica e il Gruppo Meic di Alessandria, e con il contributo della Fondazione Cassa di risparmio di Alessandria) si è dimostrato un ottimo spunto per approfondire una realtà, quella della Croce Rossa, che merita non solo attenzione e interesse, ma un forte e convinto sentimento di gratitudine e apprezzamento.

Martedì sera, 14 marzo, rispondendo alla domanda (ossia al titolo) “Perché non si deve sparare sulla Croce Rossa”, la Segretaria generale della Croce Rossa Italiana, Cecilia Crescioli (nella foto), è riuscita a condurre il folto pubblico dell’Auditorium San Baudolino (tra cui anche molti rappresentanti istituzionali, delle realtà parrocchiali e associative diocesane, oltre a quelli della Croce Rossa) in una appassionata analisi delle peculiarità, delle ragioni storico-costitutive e dell’operatività attuale di questo straordinario soggetto associativo.

Una storia lunga quella della Croce Rossa: una storia richiamata con efficacia da Cecilia Crescioli ricordando “l’inizio del discorso” ossia quel 24 giugno 1859 quando «nel corso della 2° Guerra di Indipendenza italiana, a Solferino si consuma una delle battaglie più sanguinose dei XIX secolo. 300.000 soldati appartenenti a tre eserciti distinti (francese, sardo-piemontese e austriaco) si scontrano, lasciando sul terreno circa 100.000 fra morti, feriti e dispersi. Castiglione delle Stiviere è il paese più vicino, dove esisteva già un ospedale e la possibilità di accedere all’acqua, elemento fondamentale nel soccorso improvvisato ai 9.000 feriti che, nei primi tre giorni, vengono appunto trasportati a Castiglione. Lì si trova anche un cittadino svizzero, Jean Henry Dunant, che rimane colpito dalla situazione. Dall’orribile spettacolo nasce in Dunant l’idea di creare una squadra di infermieri volontari preparati, il cui operato potesse dare un apporto fondamentale alla sanità militare: la Croce Rossa» [da cri.it].

Da allora, la Croce Rossa di passi ne ha compiuti davvero tanti, sia sotto l’aspetto della propria fisionomia giuridica e del suo diffondersi in tanti Paesi del mondo, sia sotto quello dell’allargamento delle proprie peculiarità e ambiti di servizio e particolarmente interessante è stato il richiamo della relatrice, sollecitata dal professor Renato Balduzzi, circa le azioni che caratterizzano l’attualità dell’operato della CRI sia nell’ambito della guerra in Ucraina, sia in quello della pandemia da cui si sta progressivamente uscendo.

In Ucraina gli interventi sono stati compiuti non solo all’interno della Federazione (Movimento Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa), ma anche direttamente rapportandosi con la “Consorella” Croce Rossa Ucraina e hanno visto la CRI agire in aiuto sia con un massiccio conferimento di derrate di vario genere, sia gestendo l’evacuazione di persone tra le più fragili (ospedalizzate, con disabilità…) per consentire loro di fuggire in “sicurezza”, sia con l’avvio della fase “ricostruttiva”, ove possibile e non senza pericoli, sempre sostenuta dalla generosità del popolo italiano e dalla grande professionalità e dedizione dei proprio volontari.

In merito allo “sparare sulla Croce Rossa”, vanno peraltro registrati episodi recenti veramente spiacevoli: non solo il fatto che a Mariupol in Ucraina abbiano bombardato la sede della Croce Rossa (su cui erano ben visibili i segni distintivi), ma nello stesso nostro Paese sempre più frequentemente il soccorso sanitario svolto dalla CRI deve mettere in conto aggressioni verbali quando non fisiche (anche contro i mezzi) da parte di parenti di infermi che, nello stress del momento, non sanno più riconoscere l’esigenza delle opportune tempistiche e procedure di cura e intervento.

Sfide dell’oggi che Cecilia Crescioli non nasconde, ma a cui guarda con determinazione e positività, forte della grande adesione e del coinvolgimento di chi (e sono tanti in Italia) sceglie di servire gli altri proprio attraverso la Croce Rossa, ispirato dai sette principi costitutivi fondamentali (adottati nella XX Conferenza Internazionale di Vienna, 1965): umanità, imparzialità, neutralità, indipendenza, volontariato, unità e universalità.

Se, nel corso del dibattito, il presidente della Croce Rossa alessandrina Marco Bologna ha ricordato con soddisfazione la concomitanza dell’incontro con il giorno anniversario della costituzione del Comitato della Croce Rossa locale (13 marzo 1881), le tante domande poste hanno messo bene in luce quanto, pur nella complessità del momento presente, l’apprezzamento della CRI sia e resti davvero ampio, sincero, convinto e trasversale.
La conclusione dell’incontro, da parte di don Stefano Tessaglia (anche in rappresentanza del Vescovo monsignor Gallese), ha posto con efficacia l’accento sulla correlazione simbolica tra il servizio meritorio della Croce Rossa e l’invito di papa Francesco affinché la Chiesa sia sempre di più come un “ospedale da campo”, in aiuto di tutta l’umanità che soffre, portando una testimonianza credibile del messaggio evangelico.

Prossimo appuntamento, martedì 21 marzo all’Auditorium San Baudolino di Alessandria, alle ore 21 con Rosy Bindi.

Guido Astori

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