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Enea Benedetto e Alain Pedretti

Grigi, servono punti. E più certezze

Dopo il ko con la Pro Sesto e la vittoria in Coppa con la Pergolettese

A quasi una settimana dalla sconfitta rimediata in casa dall’Alessandria per mano della Pro Sesto (un 2-0 frutto di una partita opaca, in cui gli uomini di Parravicini non hanno dovuto impegnarsi molto per avere la meglio dei padroni di casa), non c’è pace in casa grigia. Nonostante il passaggio del turno in Coppa Italia grazie al 2-0 rifilato martedì alla Pergolettese con gol in “zona Cesarini” di Anatriello e Pagliuca.

Una classifica a dir poco preoccupante, con l’ultimo posto in solitaria con un misero punticino conquistato nella gara d’esordio con il Novara prima di cinque ko consecutivi, dovrebbe infatti essere il primo e unico argomento sul quale concentrare sforzi ed energie. Invece no. Ad appena qualche settimana dalla ritrovata intesa (?) con Benedetto e dopo le dichiarazioni in cui sembrava pronto a un passo indietro con la cessione del proprio 40%, Alain Pedretti rilancia e annuncia – «dopo un’attenta e lunga riflessione ed approfondite considerazioni» – la decisione «di proporre all’altro socio, dott. Enea Benedetto, di acquisire le sue quote dell’Us Alessandria Calcio per consentirmi di avere il controllo totale della società. Questa importante decisione è stata assunta soprattutto alla luce delle recenti vicende che hanno caratterizzato la gestione dell’area sportiva, amministrativa e finanziaria del club, che giudico del tutto inaccettabili, di cui è esclusivamente responsabile l’attuale socio di maggioranza».

Con una precisazione: «Non sarò da solo in questo sforzo per riportare la società nel perimetro di una sana e corretta gestione sportiva e manageriale. Sarò infatti entusiasta di collaborare con tutti quegli imprenditori locali che condividono la mia passione per il calcio e il desiderio di vedere l’Alessandria tornare ad essere rispettata ed amata, come richiede la sua gloriosa storia». Nota conclusiva, l’impegno a condurre «rapide trattative e a garantire una transizione senza intoppi, perché non c’è più tempo da perdere». Peccato che da parte sua Benedetto sembri chiudere ogni spiraglio («io continuo a lavorare per l’Alessandria Calcio, parleranno i miei legali») e, soprattutto, che questo infinito teatrino che va avanti da mesi sia indegno di una società con 111 anni di storia. Non è un caso che Museo Grigio, dopo avere recuperato alcuni gagliardetti storici esposti in sede, «come garante della storia e dell’immagine dell’Alessandria Unione Sportiva e dei suoi tifosi» abbia pubblicamente chiesto che i cimeli presenti in sede siano trasferiti immediatamente in Comune.

«L’unica istituzione che i tifosi riconoscono in questo momento”, perché “questa pseudo società non ci rappresenta e non ci rappresenterà mai» e «l’Alessandria non è una criptovaluta e noi non possiamo permetterci che il suo valore scenda a zero». In mezzo a tutto ciò, resta una squadra affidata a tempo (fino a quando?) a Zaza, che già nell’immediato dopogara con la Pro Sesto sembrava destinato ai saluti e che invece continua a sedere sulla panchina in seguito al rifiuto di Banchini. E domani si torna in campo, avversario il Mantova di mister Possanzini, terzo in classifica (13) e reduce dalla prima sconfitta subita in casa della Triestina. Allo stadio “Martelli” fischio di inizio alle 20.45.

Marina Feola

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