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Solero – In memoria di don Giovanni Picchio

«Concedi a noi, unico Dio vero, la padronanza delle parole, la luce dell’intelligenza, l’eleganza dei discorsi, la fedeltà alla verità e fa’ in modo che noi possiamo vivere ciò che crediamo, così da riuscire a glorificarti ed a predicarti, unico Dio Padre e unico Signore Gesù Cristo, come ci hanno fatto conoscere i Profeti e gli Apostoli: così celebreremo Te e non predicheremo il falso.» Con questa breve preghiera di Sant’Ilario di Poitiers, penso zio, di poter sintetizzare l’intero arco della tua vita sacerdotale, vissuta come missione, lasciandoti guidare dalla voce dello Spirito che era in te e dalla grazia scaturita dalla inesauribile forza della Parola di Dio. Per questo mi sento di dire che sei stato, per tutti noi, un esempio da imitare: nel soccorrere i poveri e nel servire il prossimo, in chiesa e fuori dalla chiesa. Ci hai educati infatti, giorno dopo giorno, a convertire la mentalità corrotta dall’autosufficienza del peccato e ci hai insegnato che il cristiano, non può chiamarsi tale, se non è persona di speranza che, anche nelle situazioni più disperate, scopre una via d’uscita, al di là dell’apparente vuoto e del non senso, perché l’amore di Dio non conosce difficoltà, non teme pericoli e fa miracoli, insegnandoci le sue vie, con umiltà e pazienza e donandoci: la fedeltà contro il tradimento, la speranza contro la desolazione, l’amore contro la paura, la verità contro la menzogna e ipocrisia.» La gloria di Dio infatti, è l’uomo vivente e la santità è la realizzazione piena dell’uomo che, sentendosi amato da Lui, scopre, con stupore, di poterlo manifestare ogni giorno, con un comportamento perfettamente umano, mediante la linfa vitale del suo amore: «lo Spirito Santo consolatore» che, con i suoi doni colma l’anima di virtù, tra noi le quali: l’amore, la bontà, la sapienza, la benevolenza. Nel libretto« Festa della divina Misericordia e del grande perdono,» da te definito: privo di valori letterari, che hai dedicato a parenti e amici in occasione del tuo 65° anniversario di vita sacerdotale 15-05-2012 e del 90° compleanno, 0101-2012, dopo aver evidenziato: che «la Misericordia divina avvolge tutti con infinito amore e che nessuno, giusto o peccatore, può farne a meno» hai concluso che: « nell’incontro con la divina Misericordia, ci possiamo trovare tutti uniti nella reciproca preghiera di sostegno, per superare i momenti difficili della vita di ognuno. Con questa ferma speranza, vi saluto con grande affetto, insieme ai vostri cari e nel Signore vi benedico.» Nel ringraziarti zio, per essere stato per tutti noi, un testimone credibile del vangelo, desidero salutarti con questo invito: ascolta il silenzio. Ascolta quello che ha da dirti, non avere paura, cerca con te un rapporto speciale, non lo sfuggire, ti vuole abbracciare, consolarti, avvolgerti dalla sua immensità, visto che tu, come tutti noi, non sei figlio del tempo, ma dell’eternità che ti ha pensato e creato. Ascolta il silenzio zio, ti vuole parlare, ascoltalo! È Gesù risorto che, accompagnato dalla sua e nostra Mamma dolcissima e da san Pio, di cui sei figlio spirituale, sussurra alla tua anima: «guarda la croce, nessuno ti ama come me.» «O Calvario glorioso! O Croce di salvezza! Il sangue irriga la terra: rugiada feconda, rugiada d’amore che riconcilia Cielo e terra!» Zio, aiutaci ancora con le tue preghiere d’intercessione e noi pregheremo per te, per incontrarci un giorno a contemplare: « la luce della gioia senza fine». Ciao.

Silvano Mazza

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