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Nessuno è buono, se non Dio solo – commento al Vangelo

Dal Vangelo secondo Marco

Commento al Vangelo di Domenica 14 ottobre 2018
XXVIII domenica del Tempo Ordinario

La liturgia propone in questa domenica il tema della ricchezza in rapporto alla vita con Dio, attraverso l’episodio di un uomo che sente la chiamata di Gesù, ma non hai il coraggio di accoglierla perché è troppo attaccato ai suoi beni materiali e non sa rinunciarvi.
Quest’uomo sembra animato da buone intenzioni, chiede al Signore quale strada percorrere per avere la vita eterna e Gesù gli indica la via ordinaria: seguire i comandamenti. L’interlocutore di Gesù, uomo già osservante, sembra suscitare la simpatia di Cristo che fissa lo sguardo su di lui con l’amore.

Ma il Maestro desidera che quest’uomo progredisca e gli dice: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!».
Chi vuole seguirlo, insegna Gesù, deve essere pronto a lasciare le cose superflue. In effetti, comprendiamo oggi, chi si trova sotto il peso di molte cose materiali non riesce a seguire il Signore. Gesù invita al distacco, alla rinuncia, alla generosità e ripete ai discepoli di ogni tempo: «Vieni! Seguimi!».
Dopo aver ascoltato le parole esigenti di Gesù, quel tale se ne va triste. Invece di accogliere la chiamata di Dio e così conquistare il «cento volte tanto e la vita eterna», se ne va afflitto, sotto il peso del suo attaccamento ai molti beni.

Le cose materiali, come accennato anche nella prima lettura di questa domenica, passano come polvere e non possono colmare il cuore dell’uomo – o meglio, lo riempiono, ma senza mettervi la gioia vera. La Parola di Dio insegna invece un sano distacco dai beni materiali, per collocare ogni cosa al suo posto giusto: prima i tesori in cielo di cui parla Gesù e poi ciò che serve su questa terra.
Gesù poi aggiunge: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». Per essere vicini a Dio, infatti, occorre avere un cuore libero. Se il cuore invece è pieno di attaccamento per le cose materiali non può esserci posto per l’amore per Dio e per i fratelli. Coloro che sono attaccati ai beni materiali ne cercano sempre di più, a quello pensano, quello desiderano.

Chi segue Gesù con generosità,  riceve molto di più

L’insegnamento di Gesù chiede invece di liberare il nostro cuore dal suo attaccamento al denaro e ai beni materiali, avendo il coraggio di riconoscere ciò che è veramente essenziale nella vita: non le cose che si accumulano e riempiono le nostre case, ma la relazione di affetto e di amore verso Dio e verso i nostri fratelli. Impariamo che soltanto liberati dal nostro egoismo e dal nostro attaccamento alle “cose” potremo entrare nel regno di Dio.

Poi però Gesù pone alla fine una consolazione per chi decide di seguirlo: «Non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà».
È tutta per i suoi discepoli, per coloro che si impegnano a stare con lui nella sobrietà, questa parola. Chi segue Gesù con generosità, lì nella vita in cui Dio lo ha posto, rinunciando almeno un po’ a se stesso e al proprio egoismo, riceve molto di più. Dio infatti si mostra generoso in modo straordinario con tutti coloro che si mettono a servizio del suo amore, lo fanno crescere e lo moltiplicano, nel servizio ai fratelli e nella crescita del suo regno.
Oggi il Signore ci chiede di capire per cosa viviamo. Se viviamo per accumulare, non saremo mai soddisfatti, ci mancherà sempre qualcosa di essenziale nel cuore. Se viviamo invece per far crescere il bene e l’amore – anche con un po’ di distacco verso i beni materiali – allora la gioia che viene da Dio riempirà il nostro cuore e saremo strumenti del suo amore.

A cura di don Stefano Tessaglia

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