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Benedetta tu fra le donne – commento al Vangelo

Dal Vangelo secondo Luca

Commento al Vangelo di Domenica 23 dicembre 2018
IV domenica di Avvento

Un Vangelo di gioia e di donne! Origene di Alessandria (III secolo) affermava che l’immagine più bella del cristiano è quella di una donna in gravidanza che porta in sé una nuova vita e non occorre che parli perché è evidente a tutti ciò che accade: due cuori che battono in lei e vivono due vite. Il cristiano deve portare la vita di Dio dentro la propria, imparando a vivere con i sentimenti di Dio come se avesse due cuori. Nell’incontro di Maria con Elisabetta, Dio viene mediato da persone, convocato dai loro affetti come se fosse un nostro parente. In questa, che è l’unica scena del Vangelo dove protagoniste sono due donne, è inscritta l’arte del dialogo. Maria entrata nella casa, salutò Elisabetta. Entrare, fare passi per incontrare le persone, non stare fuori ad aspettare ma muoversi e avvicinarsi. È salutare per primi sfidando l’indifferenza, senza incertezze.

Salutare, nel significato etimologico, richiama la salute, contiene una promessa e un augurio di salute per le nostre relazioni. Elisabetta esclamò: «Benedetta tu fra le donne». Immaginiamoci se ogni prima parola tra noi fosse come il saluto di chi arriva lontano, e la seconda fosse come quella di Elisabetta che porta benedizione. Dire a qualcuno che “sei benedetto” significa portare una benedizione dal cielo, salutare Dio in lui, vederlo all’opera, vedere il bene con stupore, senza rivalità e senza invidia. Se non impariamo a benedire, cioè a dire bene, non saremo mai felici. Allora Maria disse: «L’anima mia magnifica il Signore».

Se non impariamo a benedire, non saremo mai felici

Il dialogo con Dio si apre con il ringraziamento. Per prima cosa Maria ringrazia: è grata perché è amata. E l’amore quando accade ha sempre il senso del miracolo. Maria ha sentito Dio crescere in lei e non ha potuto fare a meno di cantare le grandi meraviglie dell’Onnipotente. La sua fede ci esorta a sentirci nei panni delle persone umili e semplici che confidano in Dio, e sanno riconoscere ciò che Egli compie. La Vergine è modello di disponibilità al piano del Signore che ci invita in ogni situazione della nostra vita a fare la volontà di Dio. In questo brano evangelico è rappresentata l’umanità intera che attende Cristo e ne saluta l’arrivo.

Questo proprio perché incontrandolo comprende che era lui, colui che essa aspettava senza saperlo. Il Figlio di Dio che si fa carne è la fonte della gioia perché dice la verità a cui ogni uomo è chiamato: cioè l’essere figlio come Lui! Con questo magnifico episodio evangelico si conclude il nostro cammino di avvento nel nuovo anno liturgico, ma non si conclude il nostro camminare incontro al Signore e il Suo continuo venirci incontro sulla strada della nostra vita. Concludo con le parole di William Shakespeare: «Ti auguro tutta la gioia che tu possa desiderare». E la gioia è proprio il dono del Natale. Buon cammino.

A cura di don Santiago Ortiz

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