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Dalle comunità all’Assemblea… e ritorno!

Monsignor Guido Gallese all'apertura dei lavori assembleari

Monsignor Guido Gallese all'apertura dei lavori assembleari

Ecco, vi chiedo di stare al gioco e fare le cose con fedeltà, per aiutare il discernimento della Chiesa. L’assemblea è lunga, passeremo tante ore insieme. Ma in fondo questo è l’essere Ecco, vi chiedo di stare al gioco e fare le cose con fedeltà, per aiutare il discernimento della Chiesa. L’assemblea è lunga, passeremo tante ore insieme. Ma in fondo questo è l’essere Chiesa, una volta all’anno questa cosa dobbiamo farla: iniziando con la preghiera, stando insieme per condividere alcune delle nostre attività pastorali e poi anche la celebrazione eucaristica della veglia di Pentecoste. Sento la bellezza e l’importanza della Chiesa alessandrina insieme. Invochiamo lo Spirito Santo sulla nostra Chiesa: lo facciamo attraverso la eucaristica della veglia di Pentecoste. Sento la bellezza e l’importanza della Chiesa alessandrina insieme. Invochiamo lo Spirito Santo sulla nostra Chiesa: lo facciamo attraverso la preghiera e la condivisione. Partecipate con il cuore nella convinzione che quello che state facendo è prezioso per la nostra Chiesa. Vi ringrazio moltissimo per la vostra presenza.

  • Alicia
  • Leonardo
  • Silvia
  • don Biagio

Alicia Zamboni, (quasi) 21 anni, studentessa al second o anno di Lingue e letterature straniere all’università degli studi di Milano. Ambito: Vita affettiva

Alicia, che cosa pensi dell’Assemblea?
«Intanto, è stata un’esperienza che non avevo mai vissuto. L’ho trovata molto interessante, per il tema trattato e anche per il fatto di discutere insieme ad altri di fede in relazione alla società in cui viviamo».

Che cosa porterai nella tua comunità?
«Tutto quello che è emerso l’ho raccontato al mio parroco e a Claudia, un’amica che condivide con me l’esperienza del gruppo post cresima. Mi sento più consapevole su diversi aspetti, e poi cercherò di lavorare su qualcuno dei punti emersi all’Assemblea: in particolare, quello relativo alla fragilità e alla educazione all’amore».

Qualche aspetto da migliorare, a tuo avviso?
«Direi nessuno. E l’anno prossimo tornerò certamente!».

Leonardo Macrobio, insegnante, è stato verbalizzatore all’Assemblea diocesana. Ambito: Il Lavoro e la festa.

Com’è andata l’Assemblea?
«Ho provato una forte emozione nello stare ai piedi della Croce con il nostro vescovo, recitando la Lectio Divina. Per il lavoro dei gruppi, mi ha colpito che persone di estrazione, età ed esperienze diverse che comunque si trovano servire al meglio Cristo nella Chiesa locale».

Qualche aspetto su cui migliorare?
«Per l’Assemblea, non so quanto possa essere stata preparata dal punto di vista parrocchiale. Sarebbe meglio avere dei momenti per preparare questo avvenimento, anche con un momento di riflessione con il vescovo. Se no rischia di diventare il racconto di Chiesa fine a sé stesso di un gruppo o di una persona».

Che cosa porti nella tua comunità?
«La certezza che la Chiesa c’è, va avanti ed è nelle mani di un Altro. Queste esperienze ti fanno vedere i “problemini” con uno sguardo differente».

Silvia Destro, insegnante, catechista parrocchia degli Orti, è stata facilitatore all’Assemblea diocesana. Ambito: Vita affettiva.

Che cosa pensi dell’Assemblea di sabato?
«Un pensiero positivo dal punto di vista organizzativo: le carte hanno aiutato a rimanere sul tema scelto, senza andare fuori strada. Ho avuto un gruppo “fortunato”, quasi tutti erano preparati sia sulla sfide che sugli strumenti».

C’è qualche aspetto su cui migliorare?
«Se per noi facilitatori rimanere sul tema ha semplificato i lavori, chi partecipava lo ha vissuto come un limite, perché avrebbe voluto raccontare più cose. Un altro limite sono i risultati dati dalle carte: secondo me la statistica non può mai raccontare l’esperienza».

Che cosa porti nella tua comunità?
«Proveremo a utilizzare questa modalità per programmare il prossimo anno in parrocchia. E soprattutto cercheremo di potenziare le sfide che abbiamo già avuto in passato, e di affrontare quelle che ancora non conosciamo».

Don Biagio, 70 compiuti domenica scorsa, Vicario del clero e parroco di Bosco Marengo e Frugarolo. Ambito: Vita affettiva.

Com’è andata l’Assemblea?
«Secondo me è stato uno strumento efficace per farci riflettere sulla missione della Chiesa nelle nostre zone. Mi è sembrato utile lavorare a gruppi con la possibilità di scambiarsi le idee diffusamente. Il mio bilancio è molto positivo».

Che cosa riporterai nella tua comunità?
«Su questo ho qualche perplessità, perché come dice il proverbio, “Tra il dire e il fare…”. La situazione dalle mie parti è abbastanza degradata a livello pastorale, per cui bisognerà procedere ancora con una evangelizzazione di base: certe questioni alcuni miei parrocchiani non le capirebbero neanche».

Qualche aspetto da migliorare?
«Mi aspetto per l’anno prossimo in Cattedrale, prima della Messa delle 21, una sintesi meno “statistica” dei risultati ottenuti».

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